Stop alle bombe e alla “ipocrisia armamentistica”

Il ruolo delle Istituzioni per la difesa del futuro dei lavoratori e per uno sviluppo ecologico integrale del nostro territorio

di Nuccio Guaita

“Stop alle bombe” apre vistosamente il n. 4 del 2021 del settimanale Sulcis Iglesiente Oggi, a significare il raggiungimento di un atto responsabile del Governo nella triste vicenda che affligge l’Yemen, uno dei più poveri popoli della terra. Per evidenti ragioni umanitarie e altre di carattere morale e di valore politico alla ricerca della Pace, la revoca governativa del rifornimento di armi all’Arabia Saudita, accoglie al momento quanto ripetutamente espresso nel Settimanale da religiosi, associazioni e comitati e istituzioni umanitarie e pacifiste di rilevanza internazionale. 
Dal Settimanale, da tempo e ripetutamente, è stato richiesto, in previsione della cessazione del rifornimento delle armi, al Governo stesso e alla Regione, perché fosse predisposto preventivamente il complesso di strumenti normativi, economici ed organizzativi a tutela dei livelli occupazionali interessati. Come avvenuto, peraltro, in passato per le vertenze dell’allora ampio settore minerario. Totale, allora, è stata la solidarietà delle istituzioni locali, sindacali e della stessa popolazione, a difesa del lavoro minacciato da grandi complessi finanziari italiani e stranieri. La Regione, oggi più che mai, è chiamata a esercitare il suo ruolo di Istituzione autonomistica a tutela dei lavoratori e della popolazione come avvenuto, sia pure parzialmente e timidamente, nella contestazione alle esercitazioni all’uranio impoverito, esperite soprattutto nel nostro territorio.
L’atto governativo, in coerenza col “ripudio della guerra” presente nella nostra Costituzione, non è aiutato sicuramente dall’ipotesi avanzata di recente, di incrementare il rifornimento delle armi (che alimenta il “commercio” delle stesse!), coinvolgendovi il nostro Esercito!
L’ipotesi non ha finalità sociali o patriottiche, facilita, nei fatti, la vendita delle armi, con i noti alti guadagni del settore, ignorando insuperabili valori morali nelle intricate reti delle diplomazie delle grandi potenze.
Al nostro Settimanale cattolico, sono presenti le ferme prese di posizione del Papa. Ferma è la sua condanna per la detenzione di arsenali atomici e per il traffico di armi coperto da “ipocrisia armamentistica”.
In questa circostanza che preoccupa l’intera popolazione, per il futuro dei lavoratori, tutte le organizzazioni istituzionali e non, sindacali e civili, hanno l’occasione per rendersi concordemente disponibili per ricercare insieme le proposte tendenti alla tutela del lavoro che nelle varietà specialistiche ha ottima tradizione nel nostro Territorio. Una opportunità preziosa per uno sviluppo ecologico integrale che sappia valorizzare, in coerenza con i contenuti della “Laudato sii”, l’inestimabile patrimonio storico, paesaggistico e culturale del Sulcis Iglesiente.

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