Villamassargia. Una petizione per salvare le antiche mura

di Giulia Loi

Non si sa se Villamassargia fosse cinta da mura sin da epoca pisana, ma sicuramente ne venne dotata da epoca spagnola. Chi percorre l’attuale via Boccaccio può ancora vedere quel che resta del lato nord delle mura; anche in via Santa Croce si possono notare i ruderi delle mura che stavano in prossimità della porta San Ranieri e in cui sorgeva la chiesa di Santa Croce.Un patrimonio che rischia di scomparire, a causa dei danni del tempo e dell’incuria. È per questo che Remigio Angius, appassionato e studioso di storia locale, ha promosso negli ultimi tempi una petizione su Charge.org per salvaguardare le antiche mura e per sollecitare l’amministrazione comunale perché le metta in sicurezza e le restauri, per consentirne la valorizzazione e preservare la memoria dell’antica storia del paese. “Nel dicembre del 1577 don Ranieri Bellit y de Aragall, Barone di Gioiosa Guardia, in nome degli homini di Villamassargia, chiede al vicerè Miguel de Moncada, di poter realizzare un’opera di difesa del borgo, soggetto di frequente alle incursioni barbaresche” ci spiega il signor Angius, che parlerà della questione in un libro di prossima pubblicazione dal titolo “Villa Massargia de Sigerro, Storia di Villamassargia dalle origini al XIX secolo”. Villamassargia infatti fin dal Medioevo subiva parecchie incursioni dei mori, che sbarcavano nel golfo di Palmas e, percorrendo le campagne, incontravano quello che era l’unico centro abitato rilevante lungo la loro strada. Arrivavano indisturbati in quella che ora è una località tutt’oggi chiamata “Genna de Morus”, ovvero “passo dei mori”, passavano poi per “Simiu”, “Santu Pauli” e “Ogus lestus” e entrando dalla “Porta e Susu” nell’attuale via S. Antioco, saccheggiavano il paese portando via tutto ciò che trovavano. Il pericolo era tale da indurre i contadini ad andare a lavorare armati per paura di essere attaccati dal nemico. Nacque così la necessità di avere una cinta muraria che difendesse la storica “villa” del Cixerri. Le maggiori informazioni sulle mura Remigio Angius le ha reperite principalmente da due fonti: dai documenti riportati da Marino Viganò nel suo libro “El fratin mi ynginiero: i Paleari Fratino da Morcote ingegneri militari ticinesi in Spagna (XVI-XVII secolo)”, e da Andrea Pirinu nei suoi studi per il dottorato di ricerca “Il disegno dei baluardi cinquecenteschi nell’opera dei fratelli Palearo Fratino” e “Il disegno di Giorgio Paleario per la cinta murale di Villamassargia. Prime ipotesi in atti del Quinto congresso UID, Un disegno lungo trent’anni”. Dai documenti riportati da Viganò emerge che la richiesta del progetto venne assegnata all’ingegnere Giorgio Palearo Fratino, che operava in Sardegna dal 1573. I costi di realizzazione furono a carico degli stessi abitanti dato che le disponibilità di denaro da parte della Corona erano molto scarse. Il disegno rinvenuto risale al febbraio del 1578, firmato dallo stesso Giorgio Palearo Fratino, è autorizzato dalla Reale Udienza con deliberazione del marzo 1578 ed è accompagnato da una relazione che lo descrive: il perimetro difensivo si sviluppava secondo una successione di salienti, disposti in un poligono dalla forma irregolare, pensato per poter applicare la difesa affidata al tiro d’infilata, con le cannoniere disposte nel punto di incontro tra un saliente ed il successivo. Non solo, ma la relazione che accompagnava il disegno conteneva anche alcune considerazioni circa la facilità con cui i barbareschi potevano arrivare al paese, grazie alla costa ricca di facili approdi e riparata da venti, considerando poi il territorio facile dal percorrere, privo sia di impedimenti fisici che di milizie. Le mura erano collegate da quattro porte orientate sui punti cardinali del paese, denominate Porta di Santa Maria (Is Sinnighedas), porta de Susu (nell’attuale via Sant’Antioco), Porta San Ranieri (Santa Croce) e Porta Sant’Antioco (in via San Pietro). Un pezzo di storia importante del paese, che speriamo possa essere salvato dalla voce dei cittadini.

Da “Sulcis Iglesiente Oggi”, n° 7 del 24 febbraio 2019

2 pensieri riguardo “Villamassargia. Una petizione per salvare le antiche mura

  • domenica 18 Agosto 2019 - 18:30 in 18:30
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    Ancora non ho sentito una risposta definitiva al significato di Massargia.
    Moltissimi anni fa uno studioso aveva detto che significava “Villa del massacro”.
    Altri dal latino ,massaria ect.
    Aspettiamo.

  • domenica 18 Agosto 2019 - 18:24 in 18:24
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    Ottima cosa.Bisogna conoscere il passato, per quanto possibile. Salvare le mura,necesse est.

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