Sodalitas, la replica dei volontari che hanno interrotto le attività nel servizio 118

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Riceviamo e pubblichiamo integralmente la replica, inviata alla nostra redazione dai volontari direttamente interessati, al comunicato stampa diffuso dall’associazione Sodalitas e ripreso nell’articolo “Sodalitas, sospeso il servizio 118” pubblicato sabato 29 gennaio.

Con la seguente replichiamo alle accuse mosse dal presidente della Sodalitas, tramite i media, e spiegare cosa ci abbia portato alla drastica decisione di interrompere momentaneamente, da parte di alcuni associati, l’attività di volontariato nel 118 della Sodalitas.
Da come appreso, la preoccupazione del presidente non è stata quella di chiedersi un perché dell’accaduto e di cercare un contatto con tutti i volontari, ma bensì quella di rendere pubblico l’avvenimento, senza tra l’altro, condividere la decisione con l’organo amministrativo in carica.
Il nostro comportamento è la conseguenza di quanto avvenuto negli ultimi mesi, dove sono state messe alla gogna le nostre due figure di riferimento, dove i loro nomi sono stati infangati. L’attuale direttivo sapeva benissimo che, dopo i danni morali e le falsità inflitte dallo stesso, i due volontari si sarebbero allontanati.
Già in assemblea, dove di fatto gli accusatori sono stati smentiti su ogni fronte, noi volontari abbiamo espresso la scarsa fiducia nella figura dell’allora ex presidente ed attuale presidente, che, finora non si è mai mosso per riconquistare la nostra approvazione anzi, dopo le parole mosse nei nostri confronti sui media, e la posizione presa davanti alcuni volontari nella quale rimarcava come “ora c’è una nuova dirigenza, nuove regole e cambiamenti, se qualcuno vuole andare via è libero di farlo…” comportamento che ci lascia perplessi, è un’associazione o una caserma?
Giovedì 27, riceviamo una lettera, dove il nostro unico punto di riferimento Gigi comunica di lasciare l’attività di volontariato attivo in quanto come già ribadito, non può collaborare con chi ha fatto di tutto per infangare la sua persona, e ci sprona ad andare avanti, infatti, è tuttora l’unica persona che ci invita a fare un passo indietro dalla nostra decisione.
La nostra seconda figura di riferimento, una volontaria a cui sono state attribuite colpe gravissime, inesistenti e puntualmente smentite, una figura che ha sempre insegnato molto in ogni intervento, su cui noi abbiamo sempre avuto fiducia, ma che si è comunque trovata a doverci lasciare per le medesime motivazioni.
In queste condizioni, noi, con chi avremmo dovuto lavorare? Fare servizi? Chi ci avrebbe guidato? Non era rimasto nessuno in associazione in grado di farlo, abbiamo deciso di interrompere le attività di 118 per il bene del prossimo e per la nostra tutela legale, noi da soli non saremmo in grado di portare a termine un soccorso con gli standard qualitativi chi ci ha insegnato e ci stava insegnando quotidianamente Gigi. Volevamo far capire al presidente in che situazione ci trovavamo, ma come detto prima, piuttosto che affrontare il problema ha deciso di rendere la cosa pubblica.
L’attuale maggioranza di consiglio si riempie la bocca di “volontariato”, “servizi alla città”, “emergenza” … ma noi chiediamo a loro, in questi ultimi 18 mesi dov’erano? A Pasqua, a Natale, a Capodanno, a Ferragosto, le domeniche e tutti gli altri giorni, probabilmente in famiglia o in vacanza, sicuramente non in turno nel 118 come invece le due figure leader del 118 che negli ultimi 4 mesi sono state vittime di danni alla persona non sanabili, gli attuali dirigenti sapevano benissimo il risultato di queste azioni.
Per rispondere anche ad altre voci apparse sui social, noi ci siamo sempre stati, loro no. Senza una guida onesta, leale e capace non siamo in grado di proseguire. Ma siamo certi che il presidente troverà le figure giuste e i volontari idonei a svolgere questo delicato servizio.

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