L’Azione Cattolica, ”palestra di sinodalità”

Una “Importante risorsa, generatrice di speranza”, questa l’affermazione del Pontefice su un movimento laicale di oltre 150 anni di vita

di Nuccio Guaita

La sintetica definizione è di Papa Francesco, alla recente udienza ai dirigenti di A.C. in scadenza di mandato. Non poteva essere più attuale, questa affermazione pontificia, su un movimento laicale di oltre 150 anni di vita. È, l’Azione Cattolica, una “importante risorsa, generatrice di speranza”, aggiunge il Pontefice. Il presidente Vittorio Bachelet vedeva i laici di A.C. “meno sacrestani e più cristiani”. L’assistente ecclesiastico generale, vescovo G. Sigismondi, dichiara che l’associazione ha dato “frutti di santità e di vera laicità”. Sarebbe lungo richiamare  il ruolo svolto dall’A.C. sul piano formativo, religioso e civile, dietro la guida dei suoi dirigenti ecclesiastici e laici. Ci basta ricordare Armida Barelli, grande attivista per il voto politico alle donne, fondatrice (1920-21) della G.F. e cofondatrice dell’Università Cattolica con GToniolo, Padre Gemelli, il vescovo F. Olgiati e L. Necchi. Per la gioventù maschile basta ricordare il periodo iniziale 1934-46, e quello 1946-54, di dirigenza di Luigi Gedda e Carlo Carretto, generosi formatori di una gioventù cattolica fedele alla Chiesa e al servizio della Società civile. Il sodalizio di Luigi e Carlo si interrompe, nei primi anni ’50, per divergenti valutazioni sulla politica italiana: Luigi riprende più intensamente i suoi studi di Genetica ed anima la spiritualità del Getsemani; Carlo abbraccia la spiritualità dei Piccoli Fratelli di Ch. de Foucauld e si ritira come monaco nel deserto del Sahara. Come uno dei …sopravvissuti, tra i collaboratori GIAC, ricordo con nostalgia e riconoscenza l’esperienza pluridecennale in A.C., sotto la guida spirituale  del vescovo mons. Giovanni Pirastru e del vicario generale, mons. M. Melis. Tanti i sacerdoti che hanno aiutato la gioventù del tempo a crescere spiritualmente, moralmente e civilmente nella nostra società. Ricordo con gratitudine la solerzia spirituale di don L. Cinesu, don A. Crobu, don A. Pala, don P. Murgia, don M. Cuomo. Tra i laici, Oscar Rodriguez e Giannino Gariazzo, in sede diocesana, Camillo Cuccu, a Carbonia.
Oggi la posizione di servizio dell’A.C. nella società si sviluppa più in profondità: la “scelta religiosa”.  All’impegno cristiano come comunità ecclesiale compete, per la sua missione, un più ampio servizio in mezzo alla gente, al prossimo. Lo svolgimento del grande tema della sinodalità, di “camminare insieme” nella Chiesa, che sta tanto a cuore al Santo Padre e all’attento popolo di Dio, può essere di forte stimolo, oggi, anche alla politica italiana , per edificare una società civile più … comunitaria.
Il Presidente Matteo Truffelli, con puntuale introspezione missionaria, richiama gli attuali collaboratori laici a “stare sotto le parti”. Non è indispensabile “stare sopra le parti”(i posti di direzione), ma piuttosto agire all’interno della società “debole”: con personale iniziativa e/o nella Caritas o altro volontariato, per  prendersi cura di anziani, diversamente abili, immigrati, giovani, fragilità psicofisica, dipendenze… Andrea Riccardi nel suo ultimo libro (“La Chiesa brucia. Crisi e futuro del cristianesimo”, GLF, 2021) sollecita i credenti ad “essere nella storia”. Giudizi e linee importanti che ci indicano il modo e il luogo, più utile ed opportuno, per il servizio dei cristiani di oggi alla Chiesa e alla società.

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