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La RWM ricorre al Consiglio di Stato contro il blocco dell’export di armi

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L’amministratore delegato di Rwm Italia Fabio Sgarzi, prosegue la battaglia legale per far ripartire la produzione dello stabilimento di Domusnovas

di Federico Matta

“Il rigetto da parte del Tar del Lazio dell’istanza di misura cautelare avanzata da Rwm Italia non è affatto un game over. Il processo davanti al Tribunale amministrativo continua, mentre proponiamo l’appello al Consiglio di Stato contro l’ordinanza resa dal Tar in sede cautelare”. Le dichiarazioni sono dell’amministratore delegato di Rwm Italia Fabio Sgarzi, che dopo il ricorso bocciato dal Tribunale amministrativo contro l’ordinanza emessa dal Ministero degli Affari Esteri, con la quale si vieta l’esportazione di armamenti bellici verso i paesi interessati dalle guerre, come l’Arabia Saudita e gli Emirati Arabi, ha deciso di continuare la battaglia legale affinché si possa ripartire a pieno regime con le produzioni di bombe da aereo nello stabilimento industriale di Domusnovas. “Chiederemo al Consiglio di Stato che riveda le decisioni del Tar – prosegue Sgarzi – in particolare intervenga contro il negato accesso degli atti del Ministero degli Affari Esteri, perché ci sia garantito il diritto di difenderci adeguatamente”. La fabbrica delle compagne domusnovesi, attiva da una decina di anni nel settore delle produzioni belliche, dopo la riconversione della vecchia Sei Esplosivi Industriali, è da tempo al centro di numerose polemiche e soprattutto, contestazioni da parte delle associazioni pacifiste, che si oppongono alla fornitura di armi agli stati in guerra. Polemiche e azioni di protesta, che soprattutto nel Sulcis Iglesiente divide in due fazioni le popolazioni locali: c’è chi sostiene la realtà industriale a tutela delle centinaia di posti di lavoro impegnati nelle line di produzione degli armamenti bellici e c’è chi, invece, chiede la riconversione in difesa delle migliaia di morti che provocano l’utilizzo delle produzioni di Rwm, soprattutto nei paesi arabi. La decisione del Governo presa nel 2019, di vietare le esportazioni di armi verso determinati paesi, ha accentuato gli scontri tra i due “movimenti”, in particolar modo quando a causa della conseguente diminuzione di commesse, Rwm Italia non ha rinnovato i contratti a termine dei lavoratori interinali impegnati nelle linee produttive dello stabilimento sardo. “Non ci rassegniamo e non rinunciamo ad agire in difesa delle nostre posizioni – conclude Sgarzi – siamo fiduciosi che il nostro giudice a Berlino, ovvero, il Consiglio di Stato, metterà la vicenda sotto la lente d’ingrandimento e dalla sua analisi potranno uscire ristabilite verità e giustizia”.

 

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