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In difesa del Punto Nascite

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Giunge da Villamassargia l’appello, di sindaca e segretaria UIL, per scongiurare la chiusura del reparto ospedaliero del Cto di Iglesias

di Federico Matta

“Salviamo il Punto Nascite di Iglesias per salvare il futuro del Sulcis Iglesiente”. L’appello, per scongiurare la chiusura del reparto ospedaliero del Cto di Iglesias, arriva questa volta dall’amministrazione comunale di Villamassargia e dal suo primo cittadino Debora Porrà. “L’esponente riduzione del numero di parti nel Punto Nascite di Iglesias, le difficoltà durante il percorso e l’accesso alla prevenzione – scrive la sindaca di Villamassargia in un comunicato stampa – soprattutto senza poter usufruire del parto indolore, rendono il nostro territorio la periferia dei servizi pubblici in Sardegna e ci obbligano a prendere posizione in difesa di questo importante servizio sanitario”. Per il tasso di natalità dello 0,97% e una percentuale del calo demografico che sfiora il 25%, il Sulcis Iglesiente di conseguenza detiene un triste primato anche sui temi legati allo spopolamento. Secondo il primo cittadino di Villmamassargia, che in questi anni sta portando avanti importanti iniziative sociali sulla cura dell’infanzia, sui temi legati al lavoro, all’educazione e alla parità di genere, bisogna assolutamente intervenire con il potenziamento e miglioramento dei servizi sanitari territoriali. “Mi appello al Presidente della Regione, ai rappresentanti politi tutti e agli organi competenti, nonché all’Anci – conclude Porrà – per far fronte comune e ricostruire una sanità alla portata del cittadino, che dia il giusto valore alla qualità dei servizi sanitari e alla medicina territoriale. Ritengo essere ora una priorità per vincere la battaglia contro la denatalità e lo spopolamento del territorio. Da qui dipenderà il futuro del Sulcis Iglesiente”. Il futuro del Punto Nascite del Cto di Iglesias è legato a una normativa nazionale, che in base al numero delle nascite dipenderebbe la chiusura o meno del reparto ospedaliero. Sempre secondo la direttiva nazionale, nel presidio ospedaliero di Iglesias dovrebbero essere registrate almeno 500 parti l’anno. Nel 2020, invece, sono stati registrati a mala pena 350 nascite. Quest’anno il numero nei primi 5 mesi è di appena 142 parti. C’è l’urgenza, quindi, d’intervenire immediatamente, affinché il servizio sanitario rimanga operativo anche nel capoluogo minerario. In tal senso ha preso posizione nei giorni scorsi anche la Uil Regionale. “Rivolgo un appello a tutte le forze politiche e sindacali del territorio e della Regione a far fronte in questa battaglia – scrive in una nota la segretaria generale della Uil Sardegna, Maria Francesca Ticca – per sollecitare il Ministero della Salute a rinnovare la deroga al Punto Nascite del Cto anche negli anni a venire, in considerazione anche del particolare periodo di pandemia che viviamo e che, ovviamente, non può essere considerato ordinario e dunque affrontabile con le valutazioni e gli strumenti tradizionali. Mi appello anche ai lavoratori del sistema sanitario territoriale, dagli operatori in campo fino a coloro che hanno responsabilità dirigenziali – scrive ancora Ticca – affinché profondano sforzi ancora maggiori, rispetto a quelli già profusi, per preservare le strutture ospedaliere e garantire un’offerta sanitaria all’altezza delle aspettative dei pazienti e in generale dei cittadini del territorio. L’attuazione della nuova riforma, ancorché presenti diversi punti di criticità e non chiarisca tutti i dubbi, è un’importante occasione per invertire la tendenza e costruire nel Sulcis Iglesiente un’offerta sanitaria organica, diffusa e adeguata alle reali esigenze dei pazienti, a partire dal Punto Nascite, ma non solo a esso ovviamente”.

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