don Alberto Ravagnani, “influencer” del Vangelo

Dall’oratorio al web, la freschezza e l’energia sui social di don Alberto per portare la parola di Gesù ai giovani

di Annalisa Atzei

Un fenomeno mediatico. Così don Alberto Ravagnani, giovane sacerdote ventisettenne lombardo, è stato descritto dai media a pochi mesi dalla sua comparsa sul web, in cui da subito ha raccolto migliaia di visualizzazioni sui suoi canali social accompagnate da un gran consenso da parte dei suoi giovanissimi followers. Sbarcato su Youtube con il suo primo video pochi giorni dopo il primo lockdown a marzo dello scorso anno, don Alberto, come ha sempre raccontato, da autodidatta cercava solo un modo per stare vicino ai giovani che ogni giorno, prima della pandemia, incontrava nella scuola in cui insegna religione e nel suo oratorio a Busto Arsizio. Nell’impossibilità di poter stare vicino ai ragazzi e alle ragazze, i social sono sembrati da subito uno strumento fondamentale per continuare la sua missione di evangelizzatore, semplicemente adottando una modalità alternativa, rivelatasi però efficace sin dai primi video. La sua presenza su Youtube e successivamente su Instagram non risponde, infatti, al piacere di apparire come un vero influencer, ormai tanto di moda, quanto piuttosto al desiderio di portare il Vangelo e l’esempio di Gesù tra i giovani del nostro tempo, esattamente come sino a qualche settimana prima della chiusura del Paese faceva tra i banchi di scuola e nel campetto dell’oratorio. Un esperimento perfettamente riuscito, tanto che in poco tempo don Ravagnani ha moltiplicato gli iscritti ai suoi canali e le visualizzazioni, coinvolgendo un pubblico sempre più ampio ed eterogeneo. Una sorpresa per tutti, ma soprattutto per lui che aveva pensato di stare dietro alla fotocamera del suo cellulare solo per raggiungere i ragazzi della parrocchia e della scuola e che invece la notorietà sui social in pochi mesi l’ha reso una celebrità del web, arrivando anche a coinvolgere nelle sue sottili provocazioni artisti del calibro di Fedez, cantante rapper e oggi influencer da milioni di follower. Don Alberto rappresenta oggi, a un anno dall’inizio della sua esperienza di comunicatore social quasi per caso, un ottimo esempio di come la rete possa tessere una rete sana di scambi di opinioni e posizioni, talvolta anche divergenti, sui temi della fede e sulla religione. Con il suo ciuffo e gli occhiali alla moda, don Alberto Ravagnani sorprende per la sua freschezza e la sua energia, ma a non passare inosservata è soprattutto la gioia con cui racconta della sua vocazione; usando un linguaggio moderno ma efficace, è la dimostrazione che i social non rappresentano per forza un male per la società e, proprio grazie a questi nuovi strumenti digitali, risponde ai dubbi e alle domande sulla vita cristiana che i ragazzi e le ragazze gli pongono, non trascurando anche curiosità e argomenti spesso complessi. Oggi, sempre più spesso, il giovane parroco brianzolo è ospite di videoconferenze e protagonista di numerose interviste, ma senza troppe distrazioni il suo impegno sui social con e per i giovani va avanti veloce come un treno: dopo il successo su Youtube e Instagram, don Alberto è arrivato su Tik Tok e anche su Clubhouse, un nuovo social network molto di tendenza in cui in delle stanze virtuali le persone possono solo parlare e ascoltarsi senza vedersi. Ma la vera scommessa è arrivata pochi giorni fa con la prima puntata di “Doncast”, un vero e proprio liveshow sulla piattaforma televisiva Twitch.tv condotto ogni sabato pomeriggio da don Alberto e da lui prodotto insieme ai ragazzi del gruppo LabOratorium: un originale progetto a partire dal logo del programma, rappresentato con un’aureola a ricordare il costante legame con la riflessione evangelica e da un sorriso stilizzato a indicare la positività del dialogo che ogni settimana caratterizza gli incontri con i suoi giovani ospiti. Tutte le registrazioni vengono poi riversate sul canale YouTube, Doncast Official, a disposizione di coloro che non possono seguire la diretta o semplicemente di navigatori curiosi. In un periodo storico in cui il rapporto tra i giovani e i social preoccupa gli adulti, Don Ravagnani con un’idea semplice quanto innovativa ha dato il via ad un esperimento sociale che sino a oggi può dirsi perfettamente riuscito, dimostrando quanto anche i social network non siano solo strumenti da condannare, purché naturalmente se ne faccia sempre un uso intelligente e moderato: un’idea semplice trasformatasi in un modello di comunicazione a cui tutti possono ispirarsi per diventare dei veri evangelizzatori sul web.

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