Confronto e attenzione, si avvicina la Settimana Sociale

Incontro a Oristano dei direttori diocesani per la “Pastorale Sociale e del Lavoro”, per far tesoro delle esperienze di Taranto

di Manolo Mureddu

Si è celebrato sabato 24 luglio a Oristano l’incontro dei direttori degli uffici per la “Pastorale Sociale e del Lavoro” della Sardegna. Il vertice, al quale ha partecipato il delegato regionale per la PSL, l’arcivescovo di Cagliari monsignor Giuseppe Baturi, è stato promosso per discutere delle prossime iniziative in vista della 49esima Settimana Sociale prevista per fine a ottobre 2021 a Taranto. Ma la riunione è stata importante anche per confrontarsi sul ruolo della pastorale sociale, valutandone e comprendendone il mandato ecclesiale nel contesto delle altre pastorali. Mons. Baturi, stimolato dalle osservazioni precedentemente giunte da altri direttori della psl come Don Salvatore Benizzi della diocesi di Iglesias, ha evidenziato nel suo intervento che bisogna “contribuire alla ridefinizione degli spazi e delle competenze per arrivare a una pastorale integrata che permetta il dialogo di ‘tutti con tutti’ e che tenga conto dei bisogni delle persone in ogni contesto della vita umana”. Un approccio inedito che ha stimolato gli interventi dei convenuti e avviato un interessante dibattito sulle difficoltà che ogni ufficio si trova ad affrontare rispetto alle criticità sociali territoriali ove si trova a operare; dalla discussione sono emersi importanti spunti da approfondire in vista dell’appuntamento di ottobre e in generale per perseguire gli obiettivi fondanti della missione della psl.
L’incontro è stato anche il primo appuntamento utile per presentare al consesso, guidato dal referente regionale Franco Manca, la 26enne neo direttrice dell’ufficio nella diocesi di Lanusei, Valentina Pani. Anche questa una scelta in profonda discontinuità rispetto al passato, segno di voler avviare un processo di rinnovamento anagrafico, nonché di genere, degli organismi della psl per permettere un migliore approccio alle novità e complessità di quest’epoca, costituite, ha spiegato l’arcivescovo di Cagliari, “da una profonda ristrutturazione, stimolata dalla pandemia, dei processi sociali su scala mondiale”.
Alla fine è stata decisa la road map di preparazione alla “settimana sociale” dove i rappresentanti delle psl parteciperanno trasferendo il carico d’esperienza e lavoro maturato nelle proprie diocesi oltre che, ovviamente, nel contesto della pastorale regionale. Il primo appuntamento è stato fissato per il prossimo 25 settembre a Donigala Fenughedu, dove parteciperanno oltre che i direttori delle psl, anche i delegati diocesani scelti per la “settimana sociale” e i 15 giovani selezionati nei mesi scorsi dalle diocesi per partecipare e contribuire al lavoro di costruzione in vista dell’appuntamento di ottobre.
In buona sostanza è stato individuato un primo gruppo che redigerà un documento da sottoporre all’attenzione dei vescovi sardi e da presentare alla “settimana sociale”, e che al ritorno da essa darà vita assieme ai rappresentanti del mondo del lavoro e dell’associazionismo, a una consulta permanente nella quale far tesoro delle esperienze maturate a Taranto e nel contempo lavorare alla realizzazione di un forum ove ascoltare e analizzare le problematiche provenienti dalla nostra società per provare a dare risposta ai bisogni, oltre che spirituali, più impellenti delle persone in ambito sociale e quindi materiale.
L’incontro si è concluso con l’invito a esser maggiormente protagonisti delle vicissitudini dei rispettivi territori delle diocesi, e con un’analisi articolata sulle grandi trasformazioni sociali in atto – sia nel mondo del lavoro a causa della pandemia e dell’evoluzione tecnologica, che nella nostra società rispetto alla progressiva riduzione degli spazi di partecipazione e coinvolgimento dei cittadini. Concetti sintetizzati nel monito espresso in chiusura d’incontro da mons. Baturi: “senza un maggiore protagonismo, di questo passo, rischiamo di trovarci in un mondo diverso, con i miliardi che arriveranno, senza che nessuno ci chieda cosa ne pensate e senza poter incidere sul suo cambiamento”.

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