Buggerru, l’Eccidio diventi patrimonio dell’Umanità

In occasione della commemorazione dei Fatti del 1904, è stata inaugurata la nuova aula consiliare e presentata la richiesta all’Unesco

di Federico Matta

Il 4 settembre è stato commemorato a Buggerru l’Eccidio dei minatori del 1904. Le celebrazioni sono avvenute con il solito rituale della deposizione della corona di alloro nel monumento di piazza Eccidio, posata dai minatori della Carbosulcis e Igea, che è stata preceduta dalla Santa Messa, celebrata dal parroco del paese don Marco Angius all’interno del vicino Museo del Minatore. Nonostante le disposizioni anti Covid – 19, la manifestazione è stata alquanto partecipata. Oltre agli amministratori locali, con in testa il sindaco Laura Cappelli, erano presenti anche numerosi esponenti della politica regionale e del mondo sindacale. “Ogni anno il 4 settembre ci incontriamo qua a Buggerru – ha detto Antonio Congiu, segretario della Camera del lavoro della Cgil del Sulcis Iglesiente – per ribadire l’importanza di conservare la memoria storica del 4 settembre 1904. La riflessione che dobbiamo fare in questo momento, è che essere qui ci da la possibilità di perseguire quella resilienza sociale, contro ogni tentativo becero di fare un passo indietro e mettere in discussione la contrattazione e la rappresentanza sindacale. L’importanza del lavoro deve essere onorata sempre, soprattutto in questo momento di pandemia, caratterizzato da una conseguente crisi sociale, che non ricordavamo da sempre”. Alla deposizione della corona è seguita l’inaugurazione della nuova sala consiliare del municipio di via Roma, dove è stata esposta la tela della pittrice Lilliana Cano, intitolata “I padroni mettono i fratelli contro i fratelli”, dedicata, appunto, all’Eccidio dei minatori di Buggerru, avvenuto il 4 settembre 1904. Nella nuova sala consiliare è stata presentata infine la candidatura all’Unesco dei “Fatti di Buggerru e il suo territorio”, a cura della relatrice Irma Visalli. Il sacrificio dei minatori Felice Littera, Giovanni Montixi e Giustino Pittau, morti mentre manifestavano contro la società Malfidano, per rivendicare un salario migliore e condizioni di lavoro più umane e a causa dei colpi sparati dalle baionette del Reggio Esercito che tentava di sedare la rivolta dei lavoratori, è anche patrimonio dell’Umanità. “Per questo chiediamo all’Unesco – ha spiegato l’assessore comunale alla cultura Simona Spada – che quello che il sacrificio dei tre minatori, possa essere ricordato nel tempo anche con questo importante riconoscimento”.

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