Una domenica di festa, insieme per la nostra terra

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Foto della Giornata: Efisio Vacca

San Giovanni Suergiu. Tanti bambini e ragazzi alla Giornata diocesana per la Custodia del Creato

di Annalisa Atzei

Resize 005Un sole caldo sin dalle prime ore del mattino, la cura dell’ambiente, del buon cibo e lo scambio intergenerazionale tra giovani e adulti: questi gli ingredienti che domenica scorsa, 20 ottobre, hanno reso la Giornata diocesana per la Custodia del Creato un appuntamento di festa ma anche di profonda riflessione nel paese di San Giovanni Suergiu, una comunità generosa e accogliente che ha ospitato circa duecento partecipanti provenienti da tutta la diocesi di Iglesias. Un numero che ha superato le aspettative, grazie soprattutto alla presenza di un centinaio di persone tra studenti e docenti provenienti dalle scuole diocesane che hanno aderito al Concorso di idee “Insieme per il Creato – L’Amazzonia iglesiente”. Tantissimi gli spunti e i suggerimenti arrivati dalle classi che al pomeriggio hanno presentato il primo step degli elaborati che andranno poi a completare in primavera. In palio, per i primi tre classificati di ogni categoria, delle escursioni didattiche nelle aree della biodiversità del nostro territorio. “Se davvero potessimo realizzare anche solo una parte dei progetti ideati dai ragazzi – ha detto don Salvatore Benizzi, direttore dell’ufficio diocesano per la pastorale sociale e tra gli organizzatori della Giornata – sicuramente oggi vivremmo in un mondo migliore, ma soprattutto garantiremmo un mondo migliore al domani di questi giovani e dei loro figli”. La Giornata ha avuto inizio al mattino con la presentazione da parte delle animatrici del Progetto Policoro del tema della biodiversità e della scelta ricaduta sul comune di San Giovanni Suergiu: un territorio che in questi ultimi anni sta imparando a valorizzare le proprie risorse e che rappresenta un giusto esempio di biodiversità, sia ambientale con le sue aree marine, sia agricola con il recupero della coltivazione della cipolla, prodotto tipico della zona. Successivamente la messa in parrocchia, celebrata in un clima gioioso accompagnato dalle parole del parroco don Tonino che ha ringraziato per aver scelto la comunità di San Giovanni, e poi il trasferimento nell’aula consiliare con i saluti della sindaca, Elvira Usai, per la prima parte dei lavori della giornata, caratterizzati da una importante dimensione ecumenica che da qualche anno incornicia le celebrazioni per il Tempo del Creato in diocesi. “La biodiversità è un concetto ecologico, teologico, ma anche biblico” ha detto la pastora Elisabeth Green della Chiesa Evangelica Battista di Carbonia e Sulcis Iglesiente che nel suo intervento ha ripercorso i primi due capitoli della Genesi, trionfo della Creazione e un chiaro riferimento biblico alla nascita delle biodiversità, ripetutamente dichiarate “cosa buona” dal Creatore, nel suo intento di voler diversificare una natura in tutti i suoi aspetti vegetali ed animali. A seguire gli interventi di Marta Bernardini di Mediterranean Hope e del direttore del Sulcis Iglesiente Oggi con la sua analisi socioeconomica, il quale ha ripercorso le fasi alterne di prosperità e declino del territorio, la cui vocazione agropastorale in passato ha lasciato spazio alle ciminiere e alla crisi del ciclo industriale. “Oggi tanto sta cambiando e anche nella nostra società emergono elementi innovativi che richiamano l’invito di papa Francesco e della Laudato Si’”, ha detto il direttore. Riflessione ripresa anche da Anna Cossu, responsabile provinciale della Coldiretti che anche quest’anno ha donato una parte di quanto cucinato dai volontari dell’Auser per il pranzo, “è necessario credere di nuovo nell’agricoltura e in chi la pratica” ha detto la Cossu, “che non significa tornare all’aratro ma restituire il giusto valore alla terra e alla dimensione sociale dell’agricoltura”. A chiudere gli interventi, l’economista Francesco Mureddu e la sindaca di Carbonia Paola Massidda, il primo con un’analisi sulle potenzialità di sviluppo del territorio che, prima ancora che sul turismo, soggetto all’aleatorietà di troppe variabili, dovrebbe investire sull’agricoltura, la seconda con un’analisi della condizione dal punto di vista delle opportunità lavorative e di sviluppo del territorio da lei amministrato.

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