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Una testimonianza esemplare nella ricerca del bene comune

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Dopo una vita passata a riconoscere, restituire dignità ai tanti diseredati, Maria Marongiu è andata via in silenzio e inaspettatamente

di Manolo Mureddu

È andata via in silenzio e inaspettatamente. Dopo una vita passata a riconoscere e restituire dignità ai tanti diseredati, fragili bisognosi e in generale poveri, che rappresentavano l’orizzonte più ampio del suo indefesso impegno sociale e, nell’accezione più nobile del termine, politico.
Questo è stata Maria Marongiu: una figlia amata del Signore che ha dedicato la propria vita al prossimo e oggi, purtroppo, prematuramente scomparsa per salire alla casa del Padre.
La città di Carbonia piange e la ricorda nei diversi ruoli che ella ha saputo rappresentare col suo spirito solidale e il sorriso sempre stampato sul volto. Da professoressa impegnata nella formazione degli studenti, ad amministratrice per molti anni del Comune nell’Assessorato più difficile, quello dei “servizi sociali”, dove realmente si tocca con mano la povertà e quindi la sofferenza di quelle persone spesso escluse dalla vita sociale della comunità, fino al ruolo, una volta interrotta l’esperienza politica, di vicedirettrice della Caritas diocesana per continuare il proprio lavoro e non interrompere quel filo sottile ma indissolubile che la legava agli ultimi, ossia ai poveri, che come ha ricordato Papa Francesco in molteplici occasioni, sono al centro del Vangelo; “che ci arricchiscono nell’amore”.
Se è vero che i buoni cristiani si evidenziano nella solidità della propria fede verso il Signore e nella continua testimonianza, condita da opere e pratiche positive, senza paura di smentita, Maria può essere annoverata fra essi. Lo dimostra la sua vita ma anche i numerosissimi attestati di stima, amicizia, solidarietà e cordoglio, arrivati dalla cittadinanza, dalle istituzioni cittadine e da coloro che, a vario titolo, ci avevano collaborato. In particolare il ricordo dei suoi numerosi compagni di viaggio nelle diverse esperienze pubbliche: dal già sindaco di Carbonia Salvatore Cherchi, al suo successore nel ruolo di primo cittadino, Giuseppe Casti, al Segretario regionale del Partito Democratico Emanuele Cani, di cui lei faceva parte con l’orgoglio di rappresentare all’interno di quel contesto gli straordinari valori solidaristici cristiani che l’hanno sostenuta per tutta la vita.
Per essi e per tanti altri, Maria è stata esempio e insegnante. Ma soprattutto la dimostrazione concreta che si può ricoprire un ruolo politico nelle istituzioni, così come all’interno di un partito, senza rinunciare ai propri valori e a mettere al centro della propria azione quotidiana il bene delle persone e in generale il bene comune.
Non a caso nei mesi scorsi, quando la malattia iniziava a farsi subdolamente largo, in molti avevano sollecitato un suo nuovo ritorno nella scena politica cittadina, a cui lei, nonostante le difficoltà di salute, aveva risposto con entusiasmo e, probabilmente, con la rinnovata speranza di poter contribuire ancora una volta a invertire il grave declino economico e sociale della sua amata comunità cittadina.
La sua mancanza sarà difficile da colmare, ma il suo esempio servirà ai tanti altri che raccoglieranno il suo testimone.

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