Cinquant’anni di passione per il teatro

Nasceva nel 1971 il gruppo teatrale “Cristoforo Colombo” ora dedicato a don Ignazio Garau e Linetto Leone, fondatore e animatore

di Nicolo Capriata

Il 7 aprile del 1971, su iniziativa dell’indimenticato Don Ignazio Garau e con la regia dell’altrettanto indimenticabile Linetto Leone, veniva messo in scena al cine teatro “Mutua” l’opera teatrale “Processo a Gesù” di Diego Fabbri. Fu un grande successo di pubblico. Recitata da un gruppo di giovani e giovanissimi attori “improvvisati”, voluti insieme da don Ignazio Garau anche lui giovane (aveva 27 anni) e che da tre era giunto a Carloforte dov’era viceparroco. Due giorni dopo, venerdì santo, fu replicato nella chiesa di San Carlo e qualche settimana dopo a Fluminimaggiore. Così in quel giorno di cinquant’anni fa nasceva il gruppo teatrale “Cristoforo Colombo” intitolato in seguito alla loro morte a Don Ignazio e a Linetto Leone, il fondatore e l’animatore. Sta di fatto che l’attività, svolta con una passione e un impegno che non sono mai venuti meno in tutti questi anni, il gruppo è diventato ormai una radicata consuetudine, una genuina tradizione nella vita sociale e culturale della cittadina. Dopo “Processo a Gesù”, furono messi in scena diversi e impegnativi lavori. Nello stesso anno fu rappresentato “Il Crogiuolo” di Arthur Miller seguito l’anno dopo da “Assassinio nella cattedrale” e “Il malato immaginario”. Nel 1973 don Ignazio lascia Carloforte, chiamato a fare il missionario nel Cile di Pinochet, fu un addio sofferto, ma il gruppo teatrale non l’abbandonò mai. Nacque così una bella e lunga corrispondenza tra Don Ignazio e il gruppo. Una bella storia di aiuto morale e di sostegno finanziario: i proventi degli spettacoli teatrali venivano spediti in Cile. Il posto di don Ignazio fu preso dal regista Linetto Leone che per quarantacinque anni ne fu un grande animatore. In quegli anni entrò nel repertorio del gruppo anche la commedia dialettale. La prima messa in scena fu “Àua cumandu mì” (Ora comando io): un successo a dir poco strepitoso che fu replicato diverse volte per accontentare tanti carlofortini. L’esilarante commedia fu portata in scena anche al teatro Eden di Pegli. A questo primo lavoro dialettale ne seguirono altri come “U frè de léte” (Il fratello di latte) nel 1978, “U matrimonniu diffissile” (Il matrimonio difficile) nel 1985, “Quellu Bun’anima” (Quel buonanima) nel 1993; fino a “I manezzi pe mâiò ‘na figgia” (Gli intrighi per sposare una figlia) nel 2018, per citare alcuni esempi. Naturalmente nel frattempo furono presentati lavori meno “leggeri” tra i quali si ricordano due lavori di Agatha Christie “Trappola per topi”, “Dieci piccoli indiani” e poi “Hotel del libero scambio”, “La maestrina”, “Dozzine di rose scarlatte” e tanti altri.
Nel 2014 morì, come già si è accennato, Linetto Leone che era stato preceduto nell’aldilà da bravissimi attori, ancora vivi nella memoria collettiva dei carlofortini, quali Domenico Quaquero (insuperabile nella sua innata e popolare comicità), Priamo Comparetti, Giacomo Damele, Danero Gerolamo, Franca Salomone, Virginio Condello. Tutti sono stati ricordati in una messa celebrata il 7 aprile scorso dal gruppo teatrale. “Per il nostro cinquantesimo compleanno – ha commentato Salvatore Volpe uno dei leader del gruppo – avevamo preparato una nuova commedia dialettale “Gildo Peragallo ingegnere” per la regia di Antonella Leone figlia di Linetto che doveva essere rappresentata il 20 marzo dello scorso anno. Ma la piaga del virus ce lo ha purtroppo impedito”. Tuttavia, oltre alla messa di suffragio, tante belle e iniziative sono state intraprese attraverso Radio San Pietro e Telemaristella per ricordare e festeggiare il genetliaco. Tante interviste, documentari, filmati di rappresentazioni. C’era tanto da raccontare e da ricordare per questi suoi cinquant’anni di vita. Da quando questo gruppo ha mosso i primi incerti passi ad oggi che gli attori calcano le scene con la bravura di più di un attore professionista, sono state rappresentate una cinquantina di lavori, che come s’è detto, con un repertorio teatrale vasto per temi e generi, ed ogni “prima” è stato sempre un successo. Tanto che l’eco di questo gruppo si è propagato al di là degli stretti confini cittadini. E più di una volta si è esibito in diversi paesi della Liguria e della Sardegna. Il gruppo teatrale “Don Ignazio Garau – Linetto Leone” è oggi una gran bella realtà isolana che prosegue ancora i principi che lo videro iniziare, una funzione educativa e riflessiva insieme. Ed è un’intera cittadina ad acclamare questo gruppo che talvolta la fa divertire e altre la fa meditare e della quale ormai non ne può fare a meno.

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