Sider Alloys, forni accesi entro il 2021

Segni di speranza a Portovesme, al tavolo tecnico del Mise finalmente presentato il piano per il riavvio produttivo dell’ex Alcoa

di Federico Matta

Dopo l’accordo con Enel sulla fornitura dell’energia a un prezzo concorrenziale, la svizzera Sider Alloys presenta ora il suo Piano industriale per il riavvio dell’ex Alcoa di Portovesme. Il programma degli interventi specifici, tanto atteso dai rappresentanti sindacali dei lavoratori, è stato illustrato nei giorni scorsi nel corso di un tavolo tecnico che si è svolto in videoconferenza e al quale hanno preso parte i vertici del Ministero dello Sviluppo economico, con la presenza della sottosegretaria Alessandra Todde, i rappresentanti della Regione Sardegna e di Invitalia, la società finanziaria controllata dal Governo e attiva nel sostegno dello sviluppo di nuove attività imprenditoriali e che in questo caso è partnership con la multinazionale elvetica nel progetto di rilancio della produzione di alluminio primario nello stabilimento ex Alcoa. Oltre all’illustrazione delle fasi del già compiuto revamping e del programma dei futuri interventi di manutenzione sugli impianti industriali dello smelter di Portovesme, sono state avanzate anche le date di ripartenza degli impianti industriali. Stando a quanto dichiarato dal management Sider Alloys, si partirà con il reparto fonderia, che dovrebbe incominciare a riscaldare i propri forni di fusione nel dicembre 2021. Agli inizi del 2022, invece, sarà la volta della ripartenza del reparto elettrolisi, che sarà dotato di un nuovo sistema tecnologico, in modo da ottenere una maggiore velocità nelle linee di produzione e un prodotto finito di maggiore qualità. L’intero stabilimento dovrebbe entrare a pieno regime di produzione nel 2023, attraverso la riassunzione totale e in maniera graduale di 450 lavoratori, circa 380 diretti e una settantina del sistema delle imprese d’appalto, che svolgeranno le manutenzioni degli impianti industriali. Sulle date che caratterizzeranno le fasi di riavvio dello stabilimento, sono intervenuti i sindacati, essendo queste fondamentali per stabilire le procedure di riassunzione del personale, fuoriuscito definitivamente dai sistemi produttivi nel dicembre 2014, dopo l’addio conclusivo dell’americana Alcoa alle produzioni di metallo sul territorio nazionale italiano. “Si tratta di un segnale positivo per i lavoratori in cassa integrazione – ha dichiarato Valerio D’Alò, segretario nazionale della Fim Cisl – che saranno richiamati a lavoro già dai prossimi giorni, ma soprattutto per i lavoratori in mobilità da tanto tempo, che intravedono finalmente una speranza di ripresa del lavoro. Per questi ultimi si è deciso di convocare un tavolo al Ministero del Lavoro, per il problema della scadenza della proroga della mobilità e per un possibile intervento sugli esigui importi erogati ai lavoratori”. Meno soddisfatti dell’esito dell’incontro nella videoconferenza al Mise, i rappresentanti sindacali di Fiom Cgil e Uilm. “Diventa per noi indispensabile definire un tavolo di verifica continua e periodica dello stato di avanzamento del Piano industriale presentato dall’azienda – ha fatto sapere attraverso una nota stampa Mirco Rota, responsabile Fiom per la vertenza Sider Alloys – così come abbiamo espresso preoccupazione rispetto ai tempi assai lunghi per arrivare alla produzione di alluminio primario, obiettivo fondamentale del riavvio del sito di Portovesme”. Fondamentale per i rappresentanti sindacali dei lavoratori ex Alcoa, sono in questo momento i corsi di formazione del personale per l’avvio del revamping e delle altre fasi del Piano industriale. “Abbiamo chiesto all’azienda di procedere a una mappatura delle professionalità presenti nel bacino dei lavoratori ex Alcoa – ha affermato Guglielmo Gambardella, della segreteria nazionale della Uilm – per produrre un piano di formazione. Tutto questo al fine di adeguare in previsione del riassorbimento in Sider Alloys in funzione delle innovazioni tecnologiche delle linee di produzione del futuro stabilimento”.

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