Povertà e dipendenze, il mix esplosivo del disagio sociale

L’appello dei commercianti di Carbonia alle Istituzioni, preoccupazione sulla sicurezza in città dopo i fatti criminali avvenuti nelle ultime settimane

di Manolo Mureddu

Le ultime settimane sono state a dir poco preoccupanti sul fronte della sicurezza nella città di Carbonia: oltre venti episodi di criminalità suddivisi tra furti in attività commerciali, in appartamento e addirittura alcune vere e proprie rapine a mano armata, hanno letteralmente sconquassato la tranquillità della comunità cittadina. Tutto ciò sta generando un clima di sconcerto e addirittura di terrore per le vittime, che non si respirava da decenni in città; forse dagli anni ‘80, quando il consumo di droga imperversava nelle strade e tantissimi giovani ne erano diventati schiavi, con tutto il carico di conseguenze che questa situazione aveva comportato fra morti di overdose e aids, considerati i numerosissimi quanto costanti episodi di criminalità ai danni di persone e cose. Per parecchi anni dopo quel periodo la situazione sembrava essere sotto controllo. Ma le cronache odierne, a dire il vero le stesse da almeno due anni a questa parte, testimoniano ben altra realtà: quella di un ritorno dei giovani, a volte anche giovanissimi, all’utilizzo di sostanze stupefacenti per molto tempo marginalizzate, come l’eroina, il cui uso costante e diffuso, la letteratura in materia lo insegna, così come l’osservazione diretta, è spesso l’elemento scatenante di molti fenomeni criminali. Una realtà che le forze dell’ordine conoscono bene e che più volte con arresti mirati hanno cercato di circoscrivere e ridurre nella sua pericolosità sociale. Ma che per via di leggi spesso eccessivamente permissive e garantiste, nonché per la farraginosità della macchina giudiziaria, sono risultati vani per via della quasi immediata quanto sistematica scarcerazione di coloro che, responsabili di furti e rapine, tornano a delinquere quasi avendo la certezza di restare impuniti. Una situazione che getta nello sconcerto le forze dell’ordine e terrorizza ancor più i cittadini che non si sentono protetti e, soprattutto i proprietari di attività commerciali, che lavorano con la preoccupazione costante di diventare da un momento all’altro vittime dei malviventi. Come i commercianti della centralissima via Gramsci, da tempo riuniti sotto le insegne del “Centro Commerciale Naturale – Carbonia Produce” per far fronte alle già preesistenti difficoltà legate alla crisi economica (oggi notevolmente accentuata dalla pandemia), che nei giorni scorsi, oltre a manifestare singolarmente la propria preoccupazione, hanno accoratamente richiesto un intervento delle istituzioni locali sulla grave problematica afferente alla sicurezza in città. Intervento che ovviamente non può essere né semplice e né immediato, in quanto il fenomeno criminale, soprattutto per quanto riguarda il consumo e il traffico di droga, è molto complesso e travalica anche le responsabilità, gli strumenti e il campo d’azione, di una semplice amministrazione comunale. Certamente, e forse è proprio questo che si chiede a chi rappresenta i cittadini, esistono modalità di sollecitazione di organi superiori quali Prefetto ai quali chiedere una maggiore implementazione degli organici delle forze di polizia per garantire un più intenso presidio quotidiano del territorio. Ma senza scordarsi che il fenomeno delle dipendenze e in generale del disagio sociale necessita innanzitutto di interventi pedagogici che agiscano anticipatamente e costantemente, nel tempo, sulla sfera educativa dei più giovani, soprattutto quelli a rischio, che, in determinate condizioni o contesti, si avvicinano (o vengono avvicinati) alla droga fino a diventarne schiavi.

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