Mente e corpo, obiettivo benessere per gli studenti

L’istituto Beccaria di Carbonia protagonista del progetto europeo “Healthy Minds – Wellbeing at School” per la tutela della salute mentale

di Giulia Loi

L’IIS-ITC n°2 “Beccaria” di Carbonia partecipa ormai da alcuni anni a un grande progetto europeo per la tutela della salute mentale: “Healthy Minds – Wellbeing at School”, un progetto “Erasmus + KA2” che mira ad aiutare le scuole su come affrontare i problemi di salute mentale e psicologica negli studenti. La scuola di Carbonia è solo una delle scuole che a livello europeo partecipa al progetto. Gli altri istituti, infatti, si trovano in città del Regno Unito, della Svezia, del Portogallo, Romania, Bulgaria e Lituania. Il progetto è stato approvato dall’Unione Europea e adottato dall’istituto “Beccaria” nel settembre del 2018, rivolto non solo a studenti, ma anche a adulti, sia che vogliano conoscere l’argomento per propria formazione personale o che si ritrovano a dover affrontare situazioni di disagio di vario genere.
Obbiettivo principale del progetto è che gli studenti possano trovare un benessere mentale, che spesso viene a mancare per una serie di problemi di varia natura: disturbi alimentari, abuso di sostanze, dipendenza dai social network, problemi in famiglia, autolesionismo, mancanza di fiducia in sé stessi. Agli studenti è stato sottoposto un questionario in cui avrebbero dovuto scegliere quali dei 16 maggiori problemi riscontrati dai progettisti dell’Healthy Minds li toccavano più da vicino. In base alle risposte sono state individuate una serie di tematiche da affrontare, in classe ma non solo. Le scuole partner hanno così completato la produzione dei quattro “Intellectual output” previsti nel progetto: i materiali del curriculum, usati dai docenti per insegnare le unità nelle diverse situazioni di classe, che consistono in un piano di lezione articolato in una serie di attività; i video di supporto, brevi video di presentazione e introduzione dell’argomento della durata di 3-5 minuti; la piattaforma online a cui gli studenti possono iscriversi e condurre studi autonomi procedendo attraverso i materiali online; un opuscolo con esercizi relativi agli argomenti delle lezioni, schede di autoapprendimento alla fine di ognuna delle 16 attività che supportano il curriculum e il materiale online. All’interno delle sezioni tematiche di supporto ne sono anche presenti due – tra le 16 create dalle varie scuole partner – prodotte dagli studenti della scuola Beccaria, in particolare le unità di apprendimento n. 11 dal titolo “l’autolesionismo” (Self-harm) e n. 12 dal titolo “l’ansia da esame” (Exam worries) e i relativi video. L’idea di aderire al progetto è nata dal momento che negli ultimi anni si assiste a un aumento di studenti con problemi diagnosticati di disturbi dell’ansia e difficoltà comportamentali, dati da una serie di problematiche che avrebbero bisogno di un’assistenza specifica di professionisti.
“Purtroppo, questa serie di disagi all’inizio non è evidente, e i ragazzi ma in generale le persone che si trovano in determinate situazioni tendono a viverle in maniera nascosta” ci spiega la professoressa referente del progetto, Antonietta Melas, “spesso anche i genitori non riescono a capire il problema perché i ragazzi lo nascondono bene”. La piattaforma serve quindi a rendere i ragazzi autonomi nella scoperta e nella ricerca di un problema che stanno vivendo, e trovare così la forza e il coraggio di affrontarlo e che non sono soli e possono rivolgersi ai genitori, a un insegnante o a una persona esperta. La professoressa Melas mette anche in evidenza come nelle scuole italiane manchi la figura dello psicologo della scuola, presenza sporadica che appare solo saltuariamente in seno ad alcuni progetti – ad esempio all’interno del progetto regionale Iscola, in cui oltre alle figure di supporto di insegnanti di lettere e matematica è prevista la presenza di uno psicologo. Questo non è sufficiente a sostenere i numerosi disagi dei ragazzi. La finalità principale del progetto è quella “del benessere degli studenti all’interno della scuola” ci tiene a precisare la professoressa Melas “perché il disagio che vivono è un ostacolo all’apprendimento, non consente un successo formativo a pieno”. Uno studente che si trova bene con sé stesso, con la famiglia, con gli amici e in generale con chi lo circonda, sarà più propenso agli studi. L’attività, infatti, risulta fondamentale per evitare la sempre crescente dispersione scolastica.
Come se non bastasse poi, la pandemia e il relativo lockdown hanno sicuramente alimentato disagi già presenti: il benessere mentale quindi, di studenti e non solo, deve diventare obbiettivo primario perché lo studio diventi non una fatica ma un momento di serenità. Per avere un’idea del progetto è possibile visualizzare i video prodotti da tutti i partners sul canale youtube “Healthy Minds – Wellbeing at School” e consultare il sito www. healthymindsproject.net

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