Librerie aperte, un segno di speranza

Tra Iglesias e Gonnesa, le prime riaperture delle librerie: raccomandata l’attenzione all’igiene, i clienti non fanno mancare il proprio affetto

di Giulia Loi

Dal 27 aprile sono state riaperte anche le saracinesche delle librerie, a tutti gli effetti tra i primi esercizi commerciali a sperimentare quello che d’ora in poi sarà un nuovo modo di vivere, lavorare ed acquistare. Tempo fa avevamo già parlato con i librai della nostra zona per sapere come si fosse evoluta la situazione durante lo stadio più acuto dell’emergenza e li abbiamo risentiti oggi per sapere quali siano le prospettive per il presente e il futuro. Sicuramente la speranza c’è sempre, ma anche preoccupazione e un po’ di dubbi non possono mancare. Ci sono stati anche dei cambiamenti, non dovuti solo strettamente al contenimento del virus.007 3967 riapertura librerie (2)
Gianni Loi della libreria “Duomo” di Iglesias ha deciso, dopo che già da tempo si era specializzato nella vendita di editoria sarda, di dedicarsi ancor di più alla vendita degli autori iglesienti. “Per fortuna ha funzionato anche la vendita a domicilio, che mi ha aiutato a non tagliare i ponti con i clienti”, ha spiegato Gianni Loi, “anzi, mi è stato chiesto addirittura di spedire un libro a Milano da un abitante originario di Iglesias”. La libreria “Duomo” rispetta le regole di prevenzione di contagio, perciò si entra uno alla volta con i dispositivi di sicurezza e il locale è igienizzato; certo, il via vai è poco, anche perché le città sono ancora – o dovrebbero essere – semideserte perché non tutte le attività hanno ancora riaperto.
Eleonora Sirigu della libreria “Storytelling-Sala da tè” di Gonnesa non nasconde la gioia dovuta alla riapertura: “è stato bellissimo riaprire e vedere i clienti affezionati tornare in libreria, vedere come avevano nostalgia della scelta di un volume o di una chiacchiera con la libraia” ci ha spiegato Eleonora. “È stato come inaugurare il negozio per la seconda volta”. Anche in questo caso i contatti sono stati mantenuti con le consegne a domicilio. Eleonora chiede ai suoi clienti di rispettare gli ingressi contingentati e le distanze, anche se a volte è difficile trovare un compromesso tra la gioia di vedere i clienti e dover rispettare la distanza di sicurezza. “Soprattutto i primi giorni abbiamo vissuto tutti un po’ di spaesamento” dice ancora, “perché nelle librerie oltre all’acquisto del libro c’è anche e soprattutto un contatto sociale, ma ora inizieremo ad abituarci a questo nuovo modo di vivere”.
Anche alla libreria Mondadori di Iglesias si entra due alla volta, con la mascherina e igienizzando mani o guanti all’entrata, si cerca di rispettare i tempi e di agevolare l’attesa di chi sta in fila. “Quando abbiamo riaperto molti clienti sono arrivati non solo per comprare un libro ma anche per salutarci. È un buon segno perché si è visto che alle persone mancava il rito dell’acquisto di un libro”, ci ha spiegato Stefania Mura. Ciò che accomuna tutti i librai è la sensazione che le librerie e i libri siano mancati ai clienti, anche se le vendite, per tutta una serie di motivi, non potranno decollare almeno per i primi tempi. Un po’ perché le città non sono ancora tornate alla normalità, ma anche perché in tanti, troppi, hanno dovuto interrompere i loro lavori e la mancanza o la sospensione di uno stipendio porta a non considerare il libro un bene di prima necessità e a rimandarne l’acquisto in un momento economicamente migliore. Si sente anche la mancanza dello svolgersi delle presentazioni di libri: eventi che non solo permettono di vendere a un pubblico più ampio ma creano anche connessioni, conversazioni, conoscenza tra lettori, autori e librai, ma si spera che l’arrivo della bella stagione possa permettere di riprendere questi incontri negli spazi aperti e con le dovute distanze di sicurezza. “Anche se le vendite non sono tantissime per ovvie ragioni, l’importante è che la libreria sia aperta, pur con tutte le nuove regole” ha detto ancora Stefania Mura. Un concetto che sicuramente accomuna non solo tutti i librai ma anche i negozianti in generale: un primo spiraglio di luce verso un futuro sempre più “normale”.

007 3967 riapertura librerie (1)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: