8xmille. Il Paese dei Progetti Realizzati

Una mappa interattiva ci aiuta a scoprire le opere compiute grazie alla firma dei contribuenti per sostenere la Chiesa Cattolica

di Annalisa Atzei

Quanto una firma possa fare la differenza nella vita delle persone più sfortunate ce lo insegna l’otto per mille destinato ogni anno dai contribuenti italiani alla Chiesa Cattolica. Oggi, forse più che in passato, e in particolare in questo momento così complesso, segnato dalla fatica e dalle tante privazioni di cui il coronavirus ci ha reso vittime, è importante che tutti possano fare la propria parte. Istituito nel 1984, in seguito al Concordato tra la Repubblica Italiana e la Chiesa Cattolica, il finanziamento a sostegno del clero e dell’edilizia di culto permette a qualunque cittadino contribuente di assegnare il proprio 8 per mille dell’imposta fissa sui redditi delle persone fisiche (Irpef) ai soggetti beneficiari, senza interferire sulle altre destinazioni del 5 e del 2 per mille. Le aree di intervento su cui ricade la distribuzione dell’8 per mille ricevuto dalla Chiesa Cattolica, ripartito dai vescovi durante l’Assemblea Generale annuale della CEI sono tre: esigenze di culto della popolazione, sostentamento del clero, interventi caritativi a favore della collettività nazionale o di paesi in via di sviluppo. Tutti gli interventi realizzati nelle diocesi italiane in questi tre distinti ambiti sono consultabili nel sito http://www.8xmille.it grazie anche a una mappa interattiva con la quale poter sperimentare un vero e proprio viaggio virtuale tra le esperienze più significative, con video e schede di approfondimento che raccontano l’impiego dei fondi. Attraverso la pagina dei Progetti è anche possibile ricevere una testimonianza diretta dalla voce dei protagonisti e, nel nome della trasparenza e dei dati, è possibile consultare online il rendiconto delle destinazioni dell’8xmille assegnate alla Chiesa cattolica. Da un gesto semplicissimo come una firma nascono dunque grandi interventi che, senza alcuna spesa aggiuntiva per il contribuente, possono aiutare milioni di persone. Anche in questi lunghi mesi segnati dalla pandemia, la Conferenza Episcopale Italiana non ha fatto mancare il suo contributo e, attingendo proprio alle risorse provenienti dai fondi dell’8xmille alla Chiesa cattolica, ha già stanziato 224,9 milioni di euro per far fronte all’emergenza coronavirus sul territorio italiano. Un contributo a cui si aggiungono le centinaia di progetti a supporto dei più deboli, attivati tramite le Caritas diocesane e le stesse diocesi.
Anche nella diocesi di Iglesias sono numerosi e importanti gli interventi sostenuti e portati a compimento negli anni grazie ai fondi CEI. Oltre, infatti, la quota destinata al sostentamento del clero, le risorse vengono utilizzate per rendere concreto, attraverso vari progetti, il forte impegno pastorale diocesano a favore della comunità. In questo ultimo anno, in particolare, la Caritas diocesana ha ricevuto dei nuovi finanziamenti per portare avanti alcuni progetti già ben avviati; queste risorse progettuali sono direttamente trasferite dalla CEI alla Caritas Italiana, la quale a sua volta le ripartisce tra le Caritas diocesane. Come consultabile sul sito, tra le iniziative più recenti la Caritas della diocesi di Iglesias ha ricevuto fondi destinati a tre distinti progetti: “Fuori dall’ombra” nei Comuni di Iglesias e Carbonia, gli Orti Solidali di Comunità e l’Emporio della solidarietà, operativo a Iglesias da oltre due anni.
“Fuori dall’Ombra” è un progetto della Caritas diocesana il cui obiettivo principale è accogliere e aiutare concretamente le persone senza dimora, in una concezione ampia che includa non solo le persone che non possiedono un’abitazione, ma anche coloro che non possono contare su un ambiente di vita o un luogo in cui poter sviluppare delle relazioni affettive. Quello delle persone senza dimora è, infatti, un fenomeno complesso che interessa anche il nostro territorio: il progetto vede operare in sinergia le due strutture dell’accoglienza presente sul territorio, la Casa di prima accoglienza “Santo Stefano” e il Dormitorio cittadino, entrambe “opere segno” promosse dalla Caritas diocesana di Iglesias per sviluppare con gli ospiti il principio dell’’abitare educativo’. È fondamentale che le persone non solo trovino un tetto sotto il quale ripararsi, ma possano anche sperimentare un percorso riabilitativo attraverso il quale poter anche riacquistare la propria identità. Da questa premessa nasce, in primo luogo in favore degli ospiti della Casa di prima accoglienza e del Dormitorio, anche un’altra esperienza di impegno socio-lavorativo, svolta principalmente presso il fondo agricolo degli “Orti Solidali di Comunità”, così da consentire alle persone destinatarie del progetto di poter recuperare da questa stessa esperienza personale delle competenze utili da investire in nuovi progetti di vita.Orti solidali Gli “Orti Solidali di Comunità” potrebbero essere definiti un progetto di agricoltura sociale, ma sono molto di più. Innanzitutto, anche in questo caso, vuole essere la risposta a un bisogno, sperimentando un percorso socio-educativo e prendendosi cura delle persone coinvolte. L’iniziativa degli Orti rappresenta un vero e proprio investimento della Caritas diocesana: il progetto, che va avanti ormai da due anni in un terreno di circa 3 ettari di proprietà del Seminario diocesano, in località Monti Santu ad Iglesias, accoglie persone fragili, in difficoltà, e soprattutto le accompagna in un percorso di lavoro nel settore orticolo, che consentirà loro, oltre che poter godere direttamente di quanto prodotto dall’orto, di acquisire una maturità professionale tale da poter impiegare queste competenze in piena autonomia, una volta che il percorso personale di affiancamento si sarà concluso. Infine, il progetto dell’Emporio della solidarietà, un discount sociale operativo a Iglesias da giugno del 2016. Il servizio è nato dalla collaborazione del Coordinamento cittadino degli organismi socio-assistenziali di natura ecclesiale (coordinato dall’Ufficio pastorale della Caritas diocesana) che ha visto coinvolte le Caritas parrocchiali, il Volontariato vincenziano cittadino, il Terz’Ordine francescano della Chiesa conventuale di San Francesco e Sodalitas. Il progetto prevede il conferimento dei prodotti distribuiti non con pacchi già predisposti; sono i beneficiari, infatti, dopo esser stati ascoltati dagli operatori dei Centri di almeno una delle realtà aderenti al progetto, a scegliere secondo le proprie necessità, come in un vero negozio. Non si paga con denaro ma attraverso una carta personale che contiene dei crediti, attribuiti in base a diversi parametri, fra cui l’ampiezza del nucleo familiare; la tipologia, l’intensità e la durata del disagio; l’ISEE e altri indicatori. I dati raccolti dai Centri della rete del Coordinamento confluiscono in un database che permette immediatamente di capire chi si è rivolto ai vari servizi territoriali, compreso l’Emporio, evitando duplicazioni di interventi e, in prospettiva, promuovendo un percorso di liberazione dal bisogno. Oggi, questo particolare servizio, presta aiuto a 306 persone beneficiarie, accreditate mediante il sistema della tessera a punti. Tutti i progetti prevedono il coinvolgimento di operatori professionisti e volontari, che oltre donare il proprio tempo arricchiscono di capitale sociale tutte le iniziative che in questo modo divengono un’occasione di riscatto per i beneficiari dei servizi. La solidarietà e la generosità sono elementi fondamentali per garantire il vero cambiamento di una comunità, per questo anche un semplice gesto come la firma per l’otto per mille alla Chiesa Italiana può fare la differenza.

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