“Learning English Together”, insegnare l’inglese durante il lockdown

Volata anni fa da Villamassargia al Regno Unito, Emanuela Congiu ha iniziato ad insegnare l’inglese online ai suoi compaesani d’origine 

di Giulia Loi 

Emanuela Congiu è una ragazza di Villamassargia che ormai dal 2014 è partita alla volta del Regno Unito, come hanno dovuto fare tanti ragazzi sardi, negli ultimi decenni, per cercare lavoro. Da qualche mese, costretta in lockdown a Londra, ha pensato di rendere un servizio gratuito di insegnamento di inglese che si svolge online, per aiutare in particolar modo i suoi compaesani d’origine ma aperto a chiunque voglia partecipare. Nel suo gruppo Facebook “Learning English Together” si accorda con i suoi studenti e raccoglie le adesioni, formando delle vere e proprie classi online, di cinque o sei allievi, in cui svolge le sue lezioni, che si basano sì sulle regole ma anche e soprattutto sulla conversazione. “Quando sono arrivata nel Regno Unito, più precisamente a Bristol, nel 2014, non sapevo una sola parola di inglese” ci racconta. “Ho fatto tanta gavetta nel lavoro, e man mano che andavo avanti miglioravo il mio apprendimento di inglese”. Ha lavorato come cameriera, poi chef, anche come educatrice di ragazzi autistici. Al momento lavora in un ristorante a cinque stelle nel centro di Londra ma purtroppo la pandemia l’ha costretta a casa con la cassa integrazione. È da questo che è nata l’idea dell’insegnamento di inglese. “Lo scopo delle lezioni è di far sparire la fobia della conversazione in inglese”, spiega ancora “che è spesso quello che blocca le persone, anche quelle che l’inglese lo conoscono nella grammatica e nelle regole”. Le classi si incontrano per mezzo di videochiamate sulla piattaforma Zoom e su Messenger. Prima vengono trasmesse le regole e i contenuti della lezione, poi i bambini, ma anche gli adulti, vengono invitati a conversare fra loro, con l’assistenza dell’insegnante. Secondo Emanuela Congiu il problema di certi insegnanti e insegnamenti di inglese, anche nella scuola, è che ci si concentra troppo sulle regole e non si riesce a trasmettere il vero modo di parlare in inglese, competenza che lei è riuscita ad acquisire vivendo direttamente nel Regno Unito: solo così si possono conoscere espressioni caratteristiche e modi di dire, che i libri non possono insegnare. Gli studenti hanno accolto l’iniziativa con entusiasmo, le famiglie dei più piccoli sono molto partecipi. Al momento gli iscritti sono quasi tutti di Villamassargia, qualcuno di Iglesias e altri sardi collegati dal Piemonte e dalla Lombardia. È nato come un esperimento: nel prossimo futuro l’insegnante vorrebbe creare una classe di bambini più piccoli, perché ora sono solo due e sarebbe più pratico creare un gruppo di almeno sei bambini che possano conversare fra loro. “Se dovessi poi mai ritornare in Italia”, conclude, “mi piacerebbe continuare questa esperienza di insegnamento dell’inglese”. Il messaggio che vuole lasciare infine, è che l’inglese è per tutti: “Se sono riuscita io, che sono arrivata qui senza sapere niente di inglese, possono farlo tutti, basta sapersi applicare e non avere paura di provarci”.  

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