Lavoro e creatività, le api di Daniela

Bacu Abis. Il sostegno del Progetto Policoro per ApilevA, “gesto concreto” di impegno e intraprendenza

di Annalisa Atzei

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La storia di Daniela inizia quindici anni fa, quando decide di lasciare la città di Torino in cui è nata e dove ancora vive la sua famiglia d’origine, per trasferirsi in Sardegna. La nuova casa l’attende a Bacu Abis: come lei stessa racconta “passare da una città con milioni di abitanti a un ridente paesino di neanche duemila fu sicuramente un bel cambiamento”, ma la Sardegna le piace, nonostante i conti con una realtà in cui le opportunità lavorative faticavano ad arrivare. “Le occasioni erano perlopiù lavori saltuari e quindi molto precari, che mi costringevano a fare tanti sacrifici”. Quando anche questi piccoli lavori vengono a mancare ecco però l’incontro provvidenziale col mondo delle api.
Incontriamo Daniela in una graziosa casetta di legno ai Mercatini di Natale a Iglesias, ai quali parteciperà sino alla chiusura il 24 dicembre per vendere i suoi prodotti. Daniela è una giovane donna, coraggiosa e intraprendente, mamma di due ragazze, Giulia e Sara, e titolare dell’azienda apistica ApilevA. La sua forza sta nel credere fortemente in ciò che fa e oggi, con in tasca già un diploma di ragioneria, frequenta la quinta all’Istituto di agraria Beccaria di Villamassargia per conseguire il diploma di agrotecnico, ed “avere un titolo in più come imprenditore agricolo” che l’aiuterà nella conduzione della sua attività. Il suo interesse per l’apicoltura nasce grazie al cognato, tecnico apistico in Piemonte, che inizialmente le consiglia di studiare qualcosa e poi di partecipare a un corso di base di primo livello. “Acquistai le prime arnie e le prime famiglie di api e col primo raccolto di miele provai a fare un piccolo mercatino a Bacu Abis. Il prodotto era buono, genuino e soprattutto vendibile”. Il passaggio successivo è scontato: trasformare quell’interesse in una attività lavorativa vera e propria. “L’idea era buona – ricorda – e nonostante non avessi le risorse da investire nel mio progetto, siccome sono convinta ci si debba sempre migliorare, partecipo anche al corso di secondo livello”. “Un giorno partecipai a un convegno diocesano tramite la parrocchia Santa Barbara di Bacu Abis – racconta Daniela – non avevo idea di cosa fosse il Progetto Policoro, ma dentro di me in quel periodo cresceva sempre di più il desiderio di trasformare l’apicoltura nella mia attività lavorativa. Pensai che forse avevo trovato le persone giuste a cui rivolgermi per chiedere aiuto. Contattai l’animatrice di comunità e condivisi la mia storia. Ricordo che ero proprio entusiasta di poter raccontare il mondo delle api”. Le parole di Daniela sono quelle di una ragazza riconoscente: “il Progetto mi ha aiutata sia dal punto di vista economico, perché grazie ad esso sono riuscita ad accedere al prestito della speranza della Caritas e fare così degli investimenti per l’attività, sia per il supporto morale, perché in tutte le difficoltà che si incontrano, burocratiche quanto emotive, mi sono stati vicini. Ricordo che quando meno me l’aspettavo, magari proprio in un momento in cui mi sentivo perduta, mi arrivava un messaggio di conforto e mi sentivo rincuorata”. Ci lasciamo con un saluto affettuoso che Daniela rivolge a giovani e adulti della diocesi: “Le api mi hanno permesso di andare avanti e oggi mi definisco una mamma lavoratrice e imprenditrice. A tutti auguro di non perdere mai la speranza e di non scoraggiarsi mai. Tutto può succedere, anche i Re Magi non sapevano a cosa andassero incontro, ma hanno seguito la stella cometa. Proviamo anche noi a fare come loro”.

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