La Settimana Santa vince la paura del virus

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La soddisfazione dell’Arciconfraternita del Santo Monte di Iglesias per la felice ripresa delle tradizioni processioni pasquali e la grande partecipazione 

di Giulia Loi

Dopo i riti della Pasqua iglesiente è tempo di bilanci. Come è stato per i fedeli riavere le processioni della Settimana Santa? “Per noi la Settimana è stata come divisa in due parti”, ha spiegato il conservatore dell’Arciconfraternita del Santo Monte Enrico Collu, “una prima parte, fino al Giovedì Santo, che abbiamo vissuto con emozione, circospezione, anche di fronte alla paura, normale, dei fedeli, che si sono presentati in numero più modesto. Il Venerdì invece, già dalla mattina ma ancor più dalla sera, c’è stata davvero tanta partecipazione”. Già dalle 17 in poi vicino alla chiesa di San Michele la presenza è stata veramente tanta, come se il Venerdì Santo fosse passata non solo la “paura” del virus ma anche il blocco psicologico che ci ha colpito tutti, l’abitudine a non uscire, l’uscita dalla confort zone dello stare a casa. Molti sembrano aver scelto di non “rischiare” e assistere solo alla processione del Descenso, forse perché la più sentita, la più solenne e che racchiude tutto lo spirito della Settimana Santa. È stata una serie di processioni ricca di novità, a partire dalla partecipazione di tre persone che, venendo da tutta Italia e avendo visto nei vari post su Facebook la richiesta di partecipazione alle processioni, già sapendo che avrebbero trascorso le vacanze di Pasqua in città hanno chiesto di partecipare tra i baballotti. “Eravamo molto tesi, abbiamo anche evitato in tutti i modi che si propagasse il contagio”, spiega ancora il conservatore, “abbiamo anche fornito mascherine e rispettato tutte le norme”. Grande anche l’afflusso dei visitatori italiani e stranieri che, benché ci sia sempre stato, quest’anno sembra essere aumentato. La mattina del Venerdì Santo è stata quasi più “intima”, più iglesiente, i cittadini hanno partecipato con entusiasmo, ma di sera in piazza Municipio e nelle vie adiacenti alla chiesa di San Michele si poteva notare un gran numero di turisti, diverse ore prima dell’inizio della processione. Questa Settimana Santa dopo due anni di stop ha portato alla riflessione, al voler rivedere il modo di coinvolgere le persone, e a riflettere sul non dare niente per scontato, soprattutto a queste cerimonie che sembrano ripetitive ma in realtà sono i momenti in cui la città si riunisce. “La città in questo momento si riunisce, si concentra su sé stessa. Sono momenti di riflessione, di raccoglimento e di riavvicinamento delle famiglie”, conclude Collu, “e penso che, a prescindere dall’aspetto religioso, questa sia una abitudine importante da non perdere”.

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Pubblicato su “Sulcis Iglesiente Oggi”, numero 16 dell’8 maggio 2022

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