Industria ed energia, il Sulcis Iglesiente deve ripartire

Politici, forze sociali e amministratori locali: a Villamassargia un convegno, organizzato dalla Uil Sardegna, sulla ripresa economica del Sulcis Iglesiente

di Federico Matta

Della ripresa economica del Sulcis Iglesiente e del rilancio dell’industria su una nuova prospettiva legata alla sostenibilità e all’utilizzo di energia prodotta da fonti “fonti rinnovabili”, si è parlato di recente in un convegno dal titolo “Pronti, Ri – partenza, Via”, organizzato dalla Uil Sardegna. Nella sala convegni dell’antica Casa Fenu di Villamassargia, esponenti del mondo sindacale e della politica regionale e nazionale, si sono riuniti per un momento di riflessione sul futuro di un territorio a forte vocazione industriale, ma con un alto tasso di disoccupazione. Un incontro voluto per vagliare tutte le possibilità utili alla ripartenza della provincia più povera d’Italia e in particolar modo di quelle realtà industriali, che sino a non molto tempo fa sono state un’importante fonte di reddito per migliaia di lavoratori. Al dibattito hanno preso parte, oltre a Francesca Ticca, segretaria generale dell’Unione Regionale Uil Sardegna, Debora Porrà, sindaca di Villamassargia, Giorgio Alimonda, sindaco di Portoscuso, il comune del Sulcis Iglesiente con la più alta concentrazione di attività industriali, Renato Tocco, responsabile territoriale della Uil Metalmeccanici (Uilm), Alessandra Zedda, assessora regionale al lavoro, Alessandra Todde, sottosegretaria al Ministero dello Sviluppo Economico e Rocco Palombella, segretario nazionale della Uilm. “Questo è un momento – ha detto nella sua introduzione la segretaria della Uil Sardegna, Francesca Ticca – dove non solo vogliamo fare un’analisi della situazione del Sulcis Iglesiente, ma dove vogliamo andare oltre, attraverso una riflessione che spazia tra le diverse problematiche del territorio e quindi anche tra la nostra società. Per come si percepisce con la quotidianità sindacale, con la convinzione, che i problemi, anche quelli particolari, non possano essere affrontati e risolti, se non sono valutati nel contesto complessivo e nella consapevolezza cioè che la sintesi non può rispondere solo a istanze dirette e immediate. Ma deve scaturire in una visione d’insieme e di come sono interconnessi i problemi e così lo siano le soluzioni. Un approccio alle cose, che cerca ogni occasione di confronto e che non rifiuta a priori nessuna ipotesi solutiva. In conclusione, un laboratorio in un momento come quello attuale, in cui la difesa e il rafforzamento del rilancio competitivo del nostro sistema industriale é una delle condizioni fondamentale perché il Sulcis Iglesiente possa superare la crisi e possa ripartire verso un nuovo sviluppo più intenso, più diffuso e anche più qualificato”. Il Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR), legato al rilancio della nazione a seguito della pandemia in corso, la Just Transition Fund, legato principalmente alla riconversione dell’attività della centrale termoelettrica di Portovesme alimentata a Carbone e altre “misure” messe in campo dal Governo nazionale e dall’Unione Europea, sono state l’oggetto su cui non poteva non passare il dibattito, con riferimento naturalmente, al possibile utilizzo nella ricerca delle soluzioni per superare la crisi del territorio. Larga discussione è stata dedicata anche ai Fondi Ue, stanziati per le aree di crisi industriale complessa del Sulcis Iglesiente e Taranto, dedicati prevalentemente a un miglioramento delle attività produttive ma su una visione più “green” attraverso le bonifiche ambientali. “Noi abbiamo in questo momento una responsabilità maggiore – ha precisato nel suo intervento Alessandra Todde, viceministro al Mise – perché siamo chiamati a scegliere i progetti, che poi possano rappresentare sviluppo anche per le future generazioni. In questo contesto di sviluppo, bisogna tener conto delle priorità e bisogna definire una strategia industriale all’interno di queste priorità. La pianificazione è fondamentale. Bisogna poi risolvere il problema della competitività delle realtà produttive. Bisogna ristabilire i criteri di competitività. Per questo va assolutamente risolto anche il problema dell’energia. Con i nuovi contratti di sviluppo le condizioni ci sono. Ritengo però che le soluzioni in un contesto industriale come quello del territorio, si trovano quando si discute con tutte le parti coinvolte. Chiederò di ritornare al Mise nei prossimi giorni a tutte le parti, per continuare la discussione e trovare le soluzioni per la ripartenza del Sulcis Iglesiente”. Il dibattito è proseguito con le possibilità del riattivare le produzioni nelle attività storiche della filiera dell’alluminio di Portovesme e di dare risposte urgenti alle centinaia di lavoratori di quelle realtà industriali, che continuano a campare con il magro assegno della mobilità in deroga. In merito, preziosi sono stati gli interventi dell’assessora regionale al lavoro Alessandra Zedda, di Renato Tocco, ex lavoratore Alcoa e dirigente sindacale Uilm e dei sindaci Debora Porrà e Giorgio Alimonda, rappresentanti della prima istituzione, i comuni, dove solitamente si rivolgono i tanti disoccupati tormentati dalla crisi. “Noi dobbiamo, da oggi – ha dichiarato alla fine il numero uno della Uilm nazionale Rocco Palombella – vincolare a scadenza gli imprenditori, in particolare mi riferisco a chi ha rilevato lo stabilimento ex Alcoa, perché gli investimenti che si realizzano devono servire a far funzionare gli impianti industriali. Devono fare la sua parte anche gli organi di controllo. L’industria è importante per la ripartenza del territorio e di tutta la nazione. Così come le altre attività che danno lavoro. Noi della Uil in questa fase ci saremo. Saremo affianco dei lavoratori, dei disoccupati e di tutte le parti coinvolte in questa grande vertenza. Ribadiamo il nostro impegno per risolvere una volta per tutte le questioni legate al lavoro e allo sviluppo di questo territorio”.   

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: