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Giovani tessitori di un’umanità solidale

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SS. Francesco -

Per il 25° anniversario del Progetto Policoro, papa Francesco ha ricevuto in udienza le delegazioni regionali, presente anche la Sardegna

di Annalisa Atzei

L’emozione e a tratti la commozione hanno accompagnato tanti giovani provenienti dalle diocesi di tutta Italia lo scorso 5 giugno, in occasione dell’udienza in aula Clementina in cui papa Francesco ha incontrato una delegazione del Progetto Policoro guidata dal cardinale Gualtiero Bassetti, presidente della Cei, per il 25° anniversario di questa iniziativa della Chiesa Cattolica Italiana. Un Progetto nato nel 1995 dall’intuizione e la lungimiranza di don Mario Operti, sacerdote torinese e allora direttore nazionale CEI dell’Ufficio per i problemi sociali e il lavoro, all’indomani del Convegno ecclesiale che si svolse a Palermo, e un nome preso a prestito dal comune di Policoro, cittadina della Basilicata in cui tutto ebbe inizio. Un Progetto ambizioso in quegli anni difficili per tanti ragazzi del Meridione, costretti a vivere una situazione di profondo disagio a causa della mancanza di lavoro che colpiva in particolare il Sud Italia, ma anche un’iniziativa concreta di una Chiesa che osava guardava al futuro dei più giovani con coraggio, anticipando una necessità e soprattutto una risposta al problema occupazionale ancora oggi purtroppo di grande attualità.
Il Progetto Policoro, infatti, da 25 anni affianca giovani formati e preparati ad altri ragazze e ragazze meno fortunati desiderosi di intraprendere una attività lavorativa. Giovani che aiutano altri giovani: i primi sono gli animatori di comunità, individuati dalle singole diocesi e chiamati, durante il loro mandato triennale, ad accompagnare i secondi a realizzare i propri sogni. Il segreto, infatti, come diceva don Operti, non è solo nel creare posti di lavoro, ma soprattutto nel saper investire nel cuore e nell’intelligenza dei giovani. Nella lunga storia del Progetto, le prime diocesi ad aderire furono proprio al Sud, in Puglia, Calabria e Basilicata; in seguito le adesioni si sono estese fino a raggiungere anche il Nord del Paese e oggi sono circa 130 le diocesi coinvolte, con quasi 180 animatori di comunità affiancati e supportati dalle equipe e dalle filiere dei rispettivi territori. Grazie a loro sono nati più di quattrocento “gesti concreti”, ovvero tutte quelle attività imprenditoriali che hanno visto la luce grazie al contributo degli animatori, contributo talvolta anche di natura economica, nelle diocesi in cui è attivo il servizio del Microcredito. In Sardegna sono otto le diocesi che attualmente ospitano il Progetto, con circa dieci animatori in carica.
Il valore umano e sociale di questo percorso lungo ormai un quarto di secolo ha portato una rappresentanza del Progetto Policoro, per la seconda volta dopo il ventennale nel 2015, da Papa Francesco, il quale, nel suo saluto ai presenti ha esortato tutti gli animatori e gli adulti impegnati nella formazione a non smettere di essere un segno di speranza nelle proprie comunità. Presente anche una delegazione dalla Sardegna con tre animatori in carica delle diocesi di Cagliari, Oristano e Lanusei e due animatori senior da Iglesias e Sassari. L’invito del Papa a proseguire nel cammino tracciato dal Progetto negli anni, in particolare in questo periodo di forte crisi socio-economica a causa della pandemia, è stato scandito da quattro verbi strettamente interconnessi al Progetto con cui il Santo Padre ha ripreso anche molti dei temi a lui cari, dalla dignità del lavoro alla preoccupazione per la crisi demografica del Paese. Il primo verbo è stato proprio ‘animare’ poiché “mai come in questo tempo sentiamo la necessità di giovani che sappiano, alla luce del Vangelo, dare un’anima all’economia”; per questo occorre “essere costruttori di relazioni, tessitori di un’umanità solidale, nel momento in cui l’economia si “vaporizza” nelle finanze”, ha proseguito il pontefice ponendo l’accento sulla dignità della persona, la quale non proviene né dai soldi né dalle cose che si sanno. Essa viene dal lavoro: “il lavoro è un’unzione di dignità” e “occuparsi del lavoro è promuovere la dignità della persona”. Chiaro il riferimento del secondo verbo, ‘abitare’, alla Laudato Si’, con cui Francesco ha invitato i giovani animatori a “mostrarci che è possibile abitare il mondo senza calpestarlo” perché “abitare la terra non vuol dire prima di tutto possederla, ma saper vivere in pienezza le relazioni: relazioni con Dio, relazioni con i fratelli, relazioni con il creato e con noi stessi”. “È il momento di abitare il sociale, il lavoro e la politica senza paura di sporcarsi le mani – ha poi detto il pontefice agli animatori – Voi potete dare una mano ad aprire le porte e le finestre delle parrocchie, affinché i problemi della gente entrino sempre più nel cuore delle comunità”. Il terzo verbo è stato ‘appassionarsi’, oggi molto di moda e tra i più giovanili ha ricordato il Papa, ma “c’è uno stile che fa la differenza: la passione per Gesù Cristo e per il suo Vangelo” e questo è quanto emerge nell’impegno dei giovani animatori, in quel “di più” che offrono “per accompagnare altri giovani a prendere in mano la loro vita, ad appassionarsi al loro futuro, a formarsi competenze adeguate per il lavoro. Il Progetto Policoro sia sempre al servizio dei volti concreti, della vita delle persone, soprattutto dei poveri e degli ultimi della nostra società”. L’ultimo verbo, ‘accompagnare’, è stato dedicato alla “rete di relazioni umane e ecclesiali” che il Progetto Policoro attraverso gli animatori, i formatori e le filiere riesce a tessere nei territori: “molte persone si impegnano ad accompagnarvi, le vostre diocesi vi guardano con speranza, e ciascuno di voi è capace di farsi compagno di strada verso tutti i giovani che incontra sul suo cammino – ha detto il papa concludendo il suo saluto prima di salutare singolarmente tutti i presenti – La vostra presenza nei territori diventa così il segno di una Chiesa che sa prendere per mano”.

La delegazione del Progetto Policoro della Sardegna in udienza dal Santo Padre: gli animatori di comunità senior Mario Sanna (arcidiocesi di Sassari) e Annalisa Atzei (diocesi di Iglesias) e gli adc Valentina Pani (diocesi di Lanusei), Sara Farris (arcidiocesi di Cagliari) e Daniel Meloni (arcidiocesi di Oristano)

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