Finalmente le vaccinazioni, un sospiro di sollievo

Nella palestra dell’istituto Pascoli le operazioni si sono svolte con regolarità, ai 360 beneficiari la prima dose del vaccino Pfizer

di Manolo Mureddu

Ha preso il via lo scorso 21 marzo nel Comune di Carbonia la campagna vaccinale contro il Covid-19 a favore dei cittadini ultraottantenni. Tutto è andato secondo i piani, nonostante nei giorni precedenti l’inizio delle operazioni di inoculazione erano sorte non poche polemiche in merito alla sede individuata per tale scopo, ossia la palestra dell’istituto scolastico Pascoli, tra i genitori degli studenti e l’Amministrazione comunale, in quanto, con la destinazione dell’impianto sportivo a tale scopo, non solo i giovani alunni delle medie non potranno più utilizzarla nel quadro complessivo dell’offerta formativa, ma dovranno, giocoforza, rinunciare anche ad effettuare la ricreazione all’aperto nell’unico spazio disponibile proprio di fronte alla struttura sportiva. E in tempi di pandemia, di mascherine tenute sul viso per molte ore al giorno e di limitazioni negli spostamenti anche all’interno delle classi, anche 15 minuti di libertà e sfogo diventano importanti. Polemiche e difficoltà (del Comune a individuare sedi alternative, coerenti con le linee guida pretese dall’azienda sanitaria) a parte, la prima giornata di campagna vaccinale è andata molto bene: le operazioni si sono svolte con la massima regolarità e senza intoppi, e tutti i 360 beneficiari hanno ottenuto la prima dose del vaccino Pfizer. Ma soprattutto ha destato un mix di sorpresa e fiducia l’entusiasmo con cui molti over 80 hanno accolto l’inoculazione, vista come un vero e proprio strumento di liberazione da una pandemia che, evidentemente visti gli impietosi numeri riportati quotidianamente dalle cronache, colpisce soprattutto le persone più anziane e fragili. Le quali, oltre a subire maggiormente le conseguenze patologiche del Covid-19, hanno subito fortemente, forse più di tutte le altre categorie anagrafiche di cittadini, le limitazioni alle libertà individuali e collettive in particolare nei rapporti affettivi in virtù della rinuncia a incontrare figli e nipoti per paura di restare contagiati e ammalarsi di una sindrome che a certe età e di fronte a delle comorbilità importanti, lascia spesso poco scampo. Entusiasmo forse dettato anche dal fatto che, secondo quanto espresso dal coordinatore delle operazioni, il dottor Aldo Atzori, “nessuno o quasi di coloro che hanno ricevuto il vaccino ha riportato conseguenze o effetti realmente apprezzabili e preoccupanti”; almeno non oltre quelli fisiologicamente registrati in situazioni del genere. Una conferma quindi della sicurezza del farmaco che, secondo quanto dimostrato dalle sperimentazioni, è fra i più efficaci tra quelli prodotti e distribuiti nel pianeta. “La campagna vaccinale da ora in poi non si fermerà più – ha affermato Atzori – o almeno non fino alla copertura di tutta la popolazione e al raggiungimento dell’immunità di massa”. Su una cosa i professionisti sanitari impegnati nelle operazioni hanno decisamente concordato con i tanti ultraottantenni presenti nella sede e con i volontari del “SER Protezione Civile” che hanno smistato, indirizzato e accudito le persone: esiste solo un modo per uscire dalla pandemia e questo è tramite l’amplificazione del processo di vaccinazione che si spera, come è stato auspicato dal Ministro Speranza in alcune sue recenti uscite pubbliche, possa presto arrivare a coinvolgere sempre maggiori porzioni di popolazione e nello specifico una media di 500.000 persone al giorno per farci finalmente arrivare quest’estate, si spera, a una condizione di quasi normalità.

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