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“Dalla materia alla memoria”, quando i cittadini si muovono per la cultura

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Effettuato a Iglesias il sopralluogo per il restauro dei monumenti di Sartorio e Ciusa, l’attesa per la tomba di Zaira

di Giulia Loi 

Si è svolto il 30 marzo il sopralluogo congiunto della Soprintendenza ai Beni Culturali e della società Arte e Lavoro srl, che si occuperà della progettazione definitiva per il restauro del monumento ai Caduti in Piazza Oberdan, di Francesco Ciusa, del monumento a Quintino Sella, di Giuseppe Sartorio, e della statua di Zaira, la bambina col cerchio, nel Cimitero civico, realizzata dallo stesso Sartorio. L’annuncio dell’imminente restauro delle tre opere era già stato fatto a inizio 2021, e il sopralluogo appena svolto segna un primo passo verso un ripristino che, secondo gli auspici dei partecipanti, dovrebbe iniziare almeno a fine maggio, entro l’estate. “Il sopralluogo congiunto ha sicuramente accelerato i tempi” ha spiegato Innocenzo Satta, che è stato tra i promotori del movimento popolare che, attraverso la pagina Facebook “Zaira la bambina con il cerchio” ha richiesto a gran voce da molti anni il restauro della statua di Zaira Deplano Pinna, danneggiata da un atto vandalico nel febbraio 2009. Tutto è partito dalla statua e dal volere della cittadinanza, ma l’intervento che si sta per realizzare è in realtà qualcosa di molto più grande. Questo volere, infatti, negli anni si è evoluto e ampliato e ha sortito un effetto moltiplicatore: dalla semplice idea di un restauro è scaturito invece un interesse comune e più alto per cui le persone normali, i cittadini, si sono interessate della cultura della propria città. 
Si è trattato di rendere Zaira, Quintino Sella e il Monumento ai caduti di Ciusa dei simboli, artistici e identitari, della città ma allo stesso tempo di degrado e abbandono. L’obbiettivo è quindi non solo quello di restaurare la materia ma anche quello di far prendere coscienza del senso e del significato dei monumenti, ricostruendone la storia e farla conoscere non solo ai visitatori esterni e ai turisti, ma agli stessi cittadini che spesso non conoscono il motivo della realizzazione di una determinata opera che incontrano nella loro quotidianità. Questo è stato possibile grazie a un collettivo di professionisti e appassionati che si sono uniti volontariamente per ricostruire e documentare la storia che ruota attorno alle tre opere. Massimiliano Manis, che si fa portavoce di queste tante persone che hanno collaborato, ci tiene a definire questo processo un qualcosa che va “dalla materia alla memoria”: “è tutto partito dalle persone normali, dai cittadini, che hanno deciso di non stare seduti a lamentarsi ma hanno preso in mano la situazione e fatto qualcosa loro stessi” ha spiegato Manis, “hanno deciso di passare dalla protesta alla proposta, per smuovere le coscienze e coinvolgere chi ha il potere di decidere e finanziare, per evitare un deterioramento non solo delle opere ma anche della cultura e della comunità”. L’idea è che tutto ciò che è stato fatto per recuperare queste prime tre opere – ricerca archivista e documentaria, raccolta di dati e fonti – possa essere trascritta e diffusa, e si spera che sia solamente un primo passo per creare una reazione a catena e poter rendere fruibile tutto ciò che c’è da recuperare nel nostro territorio. “In questo senso il progetto è rivolto ai bambini, ai ragazzi ma in realtà a tutti i cittadini, perché venga trasmessa loro l’importanza di simboli e luoghi identitari”.
Da un punto di vista prettamente pratico, Carlo Piatti, il restauratore pavese che è stato incaricato di redigere il piano per il restauro, ci spiega che “la statua di Zaira è sicuramente quella che avrà un intervento più importante considerato l’atto vandalico, mentre la statua del Ciusa e il Sella del Sartorio hanno bisogno di una sistemata generale”. Il progetto verrà poi presentato alla soprintendenza che ne dovrà analizzare tecniche e materiali per poi, eventualmente, approvarli. Ma non finisce qui: attorno all’opera di documentazione altre manifestazioni serviranno a mantenere viva l’attenzione: una di queste è la realizzazione di un violino in ginepro da parte dell’artigiano Giorgio Giliotti che verrà suonato nell’ambito di un programma musicale intitolato alla stessa Zaira e al Sartorio. “Ma sono tante le idee in programma” spiega ancora Innocenzo Satta, “vorremmo organizzare ad esempio un convegno sui simboli esoterici e massonici legati ai monumenti del cimitero monumentale”. Insomma, quello che doveva essere un semplice restauro a causa di un atto vandalico, sembra essere diventato molto di più: unione di sinergie di cittadini che si muovono volontariamente per rendere migliore la propria città, non solo nei materiali ma anche e soprattutto nella coscienza della propria storia.

 

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