“Carbonia Film Festival”, un’edizione inedita tra sala e web

Primo premio al film “Europa. Based on a true story”, pellicola ambientata nella Gran Bretagna sospesa tra immigrazione e Brexit

di Jacopo Casula

È stata un’edizione particolare ed inedita, specchio di un’emergenza sanitaria che ha impedito alla manifestazione di poter sfruttare uno dei suoi punti di forza, quello della partecipazione, che rendeva le proiezioni un momento d’incontro, in sinergia con tutte le iniziative collaterali al centro del Carbonia Film Festival. Malgrado le limitazioni imposte dagli ingressi contingentati, la rassegna di Carbonia anche quest’anno ha presentato al suo pubblico alcune tra le più apprezzate produzioni internazionali del cinema di impegno civile, con un cartellone dedicato come di consueto ai temi del lavoro e delle migrazioni, e con un focus particolare alle cinematografie meno conosciute del Sud del mondo e ai prodotti indipendenti, nati ai margini delle grandi produzioni americane ed europee.
La novità di quest’anno è stata quella di rendere il Festival un appuntamento interattivo, fruibile gratuitamente grazie allo streaming online in contemporanea con le proiezioni, una maniera di superare le limitazioni di pubblico e di accendere il dibattito anche sul web, ampliando il bacino degli spettatori e consentendo di rendere disponibili anche i momenti di approfondimento con i cineasti, gli addetti ai lavori ed il pubblico.
Dal 6 all’11 ottobre, come di consueto la rassegna ha visto in concorso sedici pellicole, otto nella categoria dedicata ai lungometraggi ed otto nella categoria dei corti, un programma ricco per il quale gli organizzatori hanno selezionato un carnet di tutto rispetto, con alcuni tra i film più premiati nei festival internazionali.
La giuria del concorso internazionale per lungometraggi, composta da Paolo Bertolin, Manuela Buono e Marcello Sannino, ha assegnato il primo premio a “Europa. Based on a true story”, di Kivu Ruhorahoza, una storia d’amore, ambientata in una Gran Bretagna sconvolta dalle tensioni razziali e dal dibattito su immigrazione e Brexit.
Un importante riconoscimento anche per il film “Overseas” di Sung-A Yoon, pellicola filippina premiata dalla giuria dell’ARCI, che racconta la vita di alcune donne all’interno di un centro di formazione dedicato alle future domestiche.
Il premio del pubblico e la menzione speciale della giuria invece, sono spettati a “Bloody Nose, empty pockets” di Bill e Turner Ross, docu-film premiato anche nel corso del prestigioso Sundance Film Festival e tutto ambientato in un malfamato bar di Las Vegas.
La Giuria Sardegna Film Network ha assegnato il primo premio della categoria dedicata ai cortometraggi, che ha visto trionfare “So what if the goats die” di Sofia Alaoui, storia di un giovane pastore marocchino alle prese con la morte del suo bestiame e con strani fenomeni soprannaturali, un piccolo film sospeso tra realismo e fantastico, ambientato nelle suggestive montagne del paese Nordafricano.
Sempre nella stessa categoria dei cortometraggi, la menzione speciale della giuria ed i premi delle giurie giovanili sono stati assegnati a “Genius Loci”, corto di animazione diretto dal francese Adrien Merigeau e realizzato grazie all’utilizzo di tecniche all’avanguardia, tra la modernità del digitale e la riscoperta del disegno su carta.
Oltre al cartellone del concorso cinematografico, nel corso della settimana tutta una serie di manifestazioni collaterali hanno accompagnato la rassegna, tra mostre fotografiche, spettacoli teatrali e momenti di approfondimento, per un Festival che ha fatto delle attuali difficoltà un’occasione per sperimentare nuovi linguaggi e nuovi modi di incontrare il pubblico.

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