Addio a Luciano Zoppo, un artista fuori dagli schemi

Ad appena settantatré anni la scomparsa di una figura poliedrica. Il mondo della cultura piange un artista a tutto tondo

di Jacopo Casula

È andato via in punta di piedi, dopo una vita raminga vissuta sempre al massimo, tra grandi passioni, amicizie, cadute e risalite, nel segno di quell’eccesso che è la cifra stilistica di tutte le persone che vivono per l’arte, e che per questo amore mettono in sordina tutto il resto.
Con la morte di Luciano Zoppo, il mondo della cultura piange un artista a tutto tondo, una figura poliedrica che ha dato il suo importante contributo nel campo delle arti visive, per approdare poi alla recitazione, alla scrittura, ed a chissà quant’altro, sempre con la stessa urgenza di vivere e di comunicare agli altri il mondo interiore che traspare da ogni sua opera.
Era nato ad Iglesias poco più di settantatré anni fa, in una famiglia in cui si respirava l’amore per l’arte, dimostrando da subito un talento talmente fuori dall’ordinario da permettergli di vincere numerosi premi fin dagli anni dell’infanzia. Dopo il sodalizio con i vignettisti del gruppo Sardes, era arrivato l’allestimento delle prime mostre, fino al grande salto verso le pinacoteche di Brera e la vita bohèmien nella Milano della pop art, con le performance dal vivo che univano disegno e drammaturgia. Proprio la recitazione, ha rappresentato un altro tassello fondamentale nel percorso umano e artistico di Luciano Zoppo, una passione che lo ha portato a conoscere e a fare amicizia con altri personaggi bigger than life come Dario Fo, Marcello Mastroianni e Federico Fellini, come lui irregolari in cerca di altri irregolari. Tante esperienze, la scoperta dell’impegno civile per un pacifismo senza se e senza ma, momenti di difficoltà ed altri di rinascita, fino al ritorno ad Iglesias ed all’incidente che più di vent’anni fa ne ha spento la vista, senza però intaccare la sua voglia di scavare dentro se stesso e dentro il prossimo, alla ricerca dell’anima da catturare e trasferire sulla tela.
Di lui rimane un ricordo indelebile, fatto di arte ma soprattutto di vita, di quel colore che lo rendeva un pezzo unico fuori da ogni schema.

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