La Sala del commiato, spazio pubblico per i funerali civili

La proposta in Consiglio comunale di Iglesias, in passato un dibattito affrontò il delicato tema sulle pagine del nostro Settimanale

di Miriam Cappa

Si chiamerà “Sala del commiato” e sarà un luogo che Iglesias dedicherà allo svolgimento dei funerali civili, che finora in città non hanno una sede assegnata. L’idea nasce da una proposta presentata in Consiglio comunale da Diego Rosas, consigliere del PD e presidente della commissione Urbanistica, Piani di Sviluppo, Lavori Pubblici, Patrimonio e firmata anche dalla collega Monica Marongiu che guida la commissione Politiche sociali. “Già dagli anni Novanta – si legge nell’ordine del giorno approvato all’unanimità – è stato formalmente richiesto ad ogni Comune di dotarsi di sale accoglienti e dignitose per la celebrazione dei riti funebri laici, che potessero venire usate dalle famiglie e da diverse associazioni e da singoli cittadini è più volte promanata l’esigenza di individuare una sala pubblica adeguata al fine di potervi svolgere delle commemorazioni laiche per coloro i quali, non avendo professato in vita un proprio credo religioso, abbiano lasciato disposizioni ai propri cari e/o ai propri congiunti – disposizioni anche solo di mero ordine morale – per la celebrazione di un rito di commiato rispettoso e conforme a quelle che sono state le proprie convinzioni in vita”. L’atto ha chiesto a Giunta e sindaco che ha garantito il suo personale sostegno all’individuazione di un locale adatto “l’intendimento di individuare una sala del commiato per la celebrazione di commemorazioni laiche, a fronte di semplice richiesta scritta formata dai cari e o dai congiunti dei defunti che in vita, anche senza lascito di disposizioni testamentarie di rilevanza giuridica, abbiano manifestato tale volontà”. A Iglesias l’unica sala attualmente predisposta alle commemorazioni civili è l’ex sede del Consiglio provinciale, la sala riunioni al piano terra di via Argentaria. Era l’unica a disposizione dell’allora amministrazione Cherchi che era stata sensibilizzata dall’assessorato alle Politiche sociali guidato da Luca Pizzuto che aveva anche messo a disposizione un regolamento.

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