Vivere la conversione, la transizione ecologica è per tutti

Progetto Policoro. In un incontro in rete con il ministro Giovannini gli animatori senior hanno approfondito i temi della sostenibilità

di Annalisa Atzei

La transizione ecologica, protagonista nei tavoli di lavoro della politica italiana così come nei documenti che preparano la Chiesa Italiana alla 49a Settimana Sociale, è stata anche il tema principale del secondo modulo del percorso formativo curato dal Progetto Policoro per gli animatori senior. A parlarne insieme ai giovani Adc, collegati virtualmente dalle diocesi di tutta Italia, un ospite di eccezione, il ministro delle infrastrutture e della mobilità sostenibili Enrico Giovanni, economista e cofondatore di ASVIS, Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile, un’associazione nata nel 2016 per far crescere nei soggetti economici e nelle istituzioni la consapevolezza dell’importanza dell’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile e per mobilitarli alla realizzazione degli Obiettivi di sviluppo sostenibile. Il modulo formativo dal titolo “Visioni di futuro condivise – la transizione ecologica” è stato, infatti, pensato proprio per sensibilizzare i partecipanti ai temi che riguardano le periferie e le fragilità umane, nell’intento di stimolare nei territori la progettazione condivisa di azioni concrete per la cura della casa comune, in armonia con il cammino che la Chiesa sta percorrendo verso la Settimana Sociale che si terrà a Taranto nel prossimo mese di ottobre. Ad aprire i lavori don Bruno Bignami, direttore dell’Ufficio nazionale per i problemi sociali e il lavoro della CEI, il quale, introducendo il ministro Giovannini, ha ripreso i contenuti dell’Instrumentum Laboris, documento preparatorio alle prossime Settimane Sociali, in cui si parla di transizione ecologica come quel passaggio fondamentale ispirato dalla prospettiva dell’ecologia integrale su cui Papa Francesco da sempre ha posto l’accento. Una transizione che deve essere insieme “sociale ed economica, culturale ed istituzionale, individuale e collettiva”, ha ricordato don Bignami, riprendendo le parole del pontefice quando già con la Laudato Si’ rivolgeva il suo invito ad “essere intimamente uniti con tutto ciò che esiste e quindi a fare comunità e crescere insieme in un cammino di ascolto, condivisione e progettazione”. In questo scenario di transizione, oggi fortemente condizionato anche dalle conseguenze della pandemia, la politica è chiamata a esprimersi e in particolare a vivere le azioni che i territori mettono in pratica per proteggere il bene comune e mettersi in ascolto del grido della terra e dei più poveri. Intervistato da alcuni animatori senior, il ministro Giovannini si è soffermato sui temi principali proposti della transizione ecologica, lo sviluppo sostenibile e i giovani. Tre argomenti, secondo Giovannini, accomunati dalla necessità di un “cambio di paradigma” e di una nuova “giustizia tra le generazioni” affinché si possa veramente transitare da una condizione di insostenibilità ad una di sostenibilità, in cui lo sviluppo di un territorio allo stesso tempo consente alle generazioni di poter soddisfare i propri bisogni senza compromettere la soddisfazione dei bisogni delle generazioni successive. In quest’ottica, richiamando il Vangelo di Marco, il ministro ha invitato tutti i giovani a vivere una vera conversione e un cambio di mentalità, poiché il processo di transizione ecologica riguarda tutti, ma si prefigura come un passaggio complesso che, pur trovando nell’Unione Europea un pilastro importante con l’Agenda 2030, vede indietro rispetto agli obiettivi prefissati sia la stessa Europa che l’Italia. L’invito rivolto a tutti è stato quello di tenersi aggiornati, cogliendo le opportunità del cambiamento in atto; un cambiamento che non sarà solo ambientale ma anche culturale, sociale ed economico e di cui molte imprese all’avanguardia, anche in Italia, stanno già approfittando, insieme alle Università, sempre più alla ricerca di nuove figure professionali sul tema della sostenibilità. Contemporaneamente nelle scuole, in particolare con l’introduzione obbligatoria dell’educazione civica, sta maturando una sensibilità ambientale molto forte che si avvicina all’etica cristiana e ai progetti educativi che molte parrocchie stanno portando avanti seguendo la Laudato Si’. “C’è molto lavoro da fare”, ha concluso Giovannini, ma l’impegno comune verso lo sviluppo sostenibile, a partire dalla consapevolezza che il Pil non può essere l’unico indicatore capace di misurare la ricchezza di un paese, è un segno concreto di come il cambiamento possa avvenire “ridisegnando gli spazi comuni e di conseguenza ridisegnando le comunità”.

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