Teatro. Il gioco al massacro della “cena delle belve”

La Cena delle Belve_126

Rassegna CEDAC. L’adattamento di Vincenzo Cerami dell’opera di Vahè Katchà in scena al Teatro Centrale di Carbonia

di Jacopo Casula

Nella cornice plumbea ed opprimente della Roma del ’43, occupata dai tedeschi e sconvolta dalle azioni dei partigiani, una tranquilla cena tra amici si trasforma in un gioco al massacro, durante il quale verranno alla luce invidie, gelosie, egoismi e segreti mai confessati.
Erano i primi anni ‘60 quando l’autore franco-armeno Vahè Katchà scriveva “Le Repas des Fauves”, adattato nella versione italiana da Vincenzo Cerami come “La Cena delle Belve”, ed in scena giovedì 23 gennaio al Teatro Centrale di Carbonia nel secondo appuntamento della Stagione di Prosa, Musica e Danza curata dal CEDAC Sardegna.
L’autore di origine armena scavava in maniera impietosa nelle ferite ancora aperte dell’occupazione nazista, del collaborazionismo e delle persecuzioni razziali, una costruzione narrativa adattata in maniera perfetta alla situazione italiana, grazie ad una scrittura capace di fondere efficacemente orrori della guerra e dinamiche private.
L’opera, vincitrice di numerosi premi fin dalla prima pubblicazione, è stata portata in teatro da Julien Sibre in un allestimento che fonde la recitazione degli interpreti con l’innovazione portata dai fondali animati, che in un riuscito gioco di rimandi accompagnano i passaggi narrativamente più rilevanti, contestualizzando i momenti principali e ampliando la claustrofobica ambientazione, tutta giocata tra le pareti di un appartamento assediato dalla minaccia della guerra e da tensioni inaspettate.
Nella casa del giovane libraio Vittorio e di sua moglie Sofia si festeggia il compleanno della ragazza, una serata che si preannuncia fatta di serenità e di allegria, un momento ancora più prezioso perché arriva negli anni della “Roma città aperta”, delle morti al fronte, delle sofferenze e delle privazioni portate dal conflitto.
Alla cena che accompagna la piccola festa di compleanno sono invitati cinque amici, tutti felici di spezzare la rigida quotidianità con un appuntamento spensierato, caratteri diversi tra loro, per indole e per stili di vita, ma accomunati da un’apparente armonia creata in tanti anni di vicinanza e di amicizia.
Malgrado l’allegria del gruppo di amici, le tragedie della guerra hanno toccato profondamente tutti i presenti. Vittorio e Sofia si trovano a dover convivere con le ristrettezze e con una vita sempre più povera, il dottor Carlo sceglie di collaborare con gli occupanti tedeschi, mentre Pietro, ex combattente diventato cieco in battaglia, e la giovane vedova Francesca, iniziano a sviluppare una coscienza civile, partecipando più o meno apertamente alla Resistenza. Gli altri due invitati invece, rappresentano due modi antitetici di vivere la vita. Vincenzo, un agiato professore universitario, affronta le giornate con una noia cinica che lo allontana dalle altre persone, mentre Andrea, il più esuberante del gruppo, si muove in sottobosco di piccoli traffici illeciti, di imbrogli e di continue giravolte tra tedeschi ed alleati, al fine di galleggiare in quella terra di nessuno nella quale sopravvivono solo i più forti ed i più furbi.
L’allegra serata ha una svolta tragica ed inaspettata quando gli spari nel cortile annunciano un attentato dei partigiani, nel corso del quale vengono uccisi due ufficiali tedeschi. Un capitano delle SS, inferocito per la morte dei suoi commilitoni, irrompe nella casa per chiedere che gli vengano consegnati due prigionieri, ma dopo aver riconosciuto il proprietario, decide, con un singolare e allo stesso tempo crudele gesto di cortesia, di lasciare ai presenti la possibilità di scegliere tra loro le due persone da consegnargli in ostaggio.
La dialettica tra il gruppo di amici si trasforma in un vero e proprio gioco al massacro, un kammerspiel condito da un amaro umorismo nero, orchestrato dai registi Julien Sibre e Virginia Acqua. Bravissimi gli interpreti, con l’attore e produttore Gianluca Ramazzotti, Marianella Bargilli, Alessandro D’Ambrosi, Silvia Siravo, Ralph Palka, Carlo Lizzani e Maurizio Donadoni, a cui spetta il ruolo di Andrea, il più ingrato e disturbante.

 

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