Rifiuti minerari, economia circolare e sicurezza ambientale

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Si è tenuto a Iglesias il secondo Meeting Internazionale “Mining Waste Management” a cui hanno partecipato l’ISPRA e l’Assessorato all’Industria della Regione Sardegna

di Giulia Loi

WhatsApp Image 2020-02-05 at 12.25.09Il 3 e 4 febbraio si è svolto a Iglesias il Meeting Internazionale “Mining Waste Management”, nell’ambito del progetto IMPEL, che sta per “Implementation and Enforcement of Environmental Law” (“rafforzamento della normativa europea su tematiche ambientali”). Il Meeting, a cui hanno partecipato l’ISPRA – Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale – e l’Assessorato Industria Regione Sardegna – “non è altro che un gruppo di lavoro che cerca trovare i modi per migliorare il recupero e la gestione dei rifiuti estrattivi” ha spiegato Giorgio Paolucci, responsabile del settore attività estrattive distaccato ad Iglesias. Questo argomento è molto sentito in Sardegna, e in particolare nella zona dell’Iglesiente a causa delle grandi quantità di rifiuti estrattivi risultato delle attività minerarie portate avanti nel corso dei secoli. Trovare le procedure che potrebbero consentire la loro conversione sarebbe di grande aiuto per il settore estrattivo, sia dal punto di vista economico che ambientale. Un progetto di breve durata, iniziato lo scorso aprile – c’è stato un primo meeting a Roma, lo scorso ottobre, e il secondo a Iglesias – e che si concluderà con una presentazione finale presso la sede ISPRA a Roma; è prevista tuttavia una prosecuzione tra aprile e dicembre 2020, una seconda fase in cui ci saranno altri incontri per approfondire la tematica. L’obbiettivo è quello di individuare soluzioni per i rifiuti estrattivi ed effettuare riconversioni in materie prime, per riutilizzarli in quale modo: “I tecnici IGEA incontrati durante il Meeting hanno previsto, per esempio, una copertura dei rifiuti, in modo da isolarli dall’ambiente esterno (la cosiddetta tecnica del ‘capping’)” ha spiegato Monica Serra, dipendente ISPRA, geologa, responsabile del progetto IMPEL “noi invece intendiamo riconvertire le discariche e riutilizzarle, perché è una tecnica utilizzata a livello europeo”. Il recupero prevederebbe il ritrattamento di metalli, come cadmio e zinco ad esempio, in maniera da ridurre il materiale da scartare per rendere poi più semplice la bonifica, il tutto nell’ottica della protezione ambientale e della prevenzione della salute umana. Il progetto non solo è finanziato dalla Comunità Europea ma anche i partner sono europei; hanno partecipato al Meeting di Iglesias un rappresentante del Servizio Geologico Svedese, che è intervenuto proponendo anch’esso una tecnica di isolamento del rifiuto minerario, e una rappresentante del Servizio Geologico Polacco come uditrice. È normale infatti prendere spunto, comunicare e confrontarsi con le altre realtà europee nell’ambito dei rifiuti minerari, per capire come applicare le tecniche grazie a un confronto con altri Paesi, valutando quale sia la modalità più utile e avanzata. Molte altre nazioni, pur non presenti, hanno mandato i loro contributi, tra cui l’Irlanda e la Spagna. Il meeting è stato completato da una gita finale presso la miniera di Masua e i fanghi rossi di Monteponi.

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