Iglesias, rischio idrogeologico per il centro cittadino

Defezioni di diversa natura nella maggioranza e così in consiglio comunale è mancato il numero legale per votare la proposta

di Miriam Cappa

A Iglesias Piano di assetto idrogeologico, l’atto che indica le zone la cui conformazione geologica permette di costruire in sicurezza, non mette d’accordo neanche la maggioranza Usai. Venerdì 21 maggio, la proposta era in discussione in Consiglio comunale ed è mancato il numero legale. “Abbiamo – ha chiarito il sindaco Mauro Usai – avuto delle defezioni di diversa natura”. Nell’occhio del ciclone è l’area che va da Sant’Antonio a via Villa di Chiesa: è classificata a rischio “Hi4”, il massimo grado della scala, perché gli studi tecnici rilevano un canale tombato che asseconda il corso del Rio Su Spurgu.  L’opposizione si è espressa attraverso Francesca Tronci (M5s) e Simone Saiu (FI): approvare la proposta “significherebbe bloccare per anni la città, saranno consentiti soltanto piccoli interventi di manutenzione, il risanamento conservativo degli edifici, la demolizione e ricostruzione soltanto a condizione che si dimostri la riduzione della vulnerabilità ed il non aumento del carico antropico, senza aumento della superficie abitabile”. Hanno invitato a rinviare il punto per verificare soluzioni diverse. La maggioranza ha levato gli scudi dal sindaco Usai, che ha ribadito obblighi di legge e tecnici la necessità anche per “approvare il Puc entro l’anno”, all’assessore Giorgiana Cherchi. “Gli studi comunali di assetto idrogeologico – ha spiegato il presidente di commissione Urbanistica Diego Rosas (Pd) – non si limitano ad identificare le pericolosità, ma devono definire anche il rischio e soprattutto sono preordinati ad individuare le opere di mitigazione. Come emerso in commissione, l’assessore Francesco Melis ha personalmente preso parte al sopralluogo dei Vigili del Fuoco lungo i condotti di scolo sotto delle vie Garibaldi, Valverde e San Salvatore. Il sopralluogo ha contribuito a valutare le condizioni attuali dei condotti, le eventuali opere di manutenzione necessarie e le diverse e distinte opere di mitigazione del rischio idrico le quali sono state raccolte in specifiche schede redatte dai tecnici. Avremo in tal modo anche l’opportunità di accedere ai fondi necessari alla costruzione delle opere di mitigazione”. D’accordo anche Marco Loddo (Pd), Federico Casti (Officina civica) che ha anche dettato al sindaco la corretta tabella di marcia per approvare l’atto in tempi brevi. “Di solito – ha aggiunto Simone Pinna (il tuo segno per Iglesias) – le amministrazioni vengono accusate del contrario: nascondere i rischi del territorio per non mettere il vincolo”. Ma al momento del voto la seduta si è interrotta. La maggioranza, dopo una pausa di circa un’ora, di riunione dei capigruppo, aveva perso qualche componente. Sulla ragione dello scioglimento dell’assemblea è nato un vivace scambio di opinioni fra il presidente del Consiglio comunale Daniele Reginali (Pd) e Valentina Pistis (Riformatori sardi). “Rimane il dato politico – scrivono i gruppi di minoranza in una nota – il motivo chiaro (ammesso anche dal Sindaco al termine della seduta), sono state le numerose defezioni dei consiglieri di maggioranza posto che Ignazio Mocci, Nora Deidda e Carlo Murru hanno immediatamente abbandonato l’aula. Mancavano, per altre ragioni, altri tre consiglieri di maggioranza. Altri ancora, hanno manifestato le loro perplessità fuori dall’aula”.

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