Per l’azzardo non esiste lockdown

Nel nuovo Dpcm del 24 ottobre chiusure per bingo e sale scommesse, intanto però i giocatori si riversano sull’on line

di Annalisa Atzei

Il nuovo Dpcm firmato dal Presidente del Consiglio Conte nella notte del 24 ottobre, decreta, tra le diverse misure urgenti poste in atto per contrastare la diffusione del Covid-19, la sospensione delle attività di sale giochi, sale scommesse, sale bingo e casinò. Una conferma rispetto ai precedenti documenti, i quali, per evitare assembramenti, già disponevano la chiusura dei luoghi adibiti al gioco d’azzardo e per lo stesso motivo limitavano l’uso delle slot machine nei bar e nei tabacchi. Una misura preventiva per il coronavirus che, allora come oggi, fa tirare un lieve sospiro di sollievo, trattandosi in realtà di un provvedimento che, almeno temporaneamente, scoraggia il fenomeno dilagante della ludopatia di cui, riportano ricerche scientifiche, soffrono in maniera patologica 1,3 milioni di italiani. Secondo i dati dell’Osservatorio nazionale dell’Istituto Superiore della Sanità, in Italia nel 2019 si aggirava tra gli 8 e i 10 milioni il numero di persone che tra slot machine e scommesse hanno giocato d’azzardo. Un fenomeno allarmante che spesso ha lasciato spazio a interessi economici piuttosto che alla salvaguardia della salute pubblica del Paese. Con la diffusione del Covid e i vari lockdown, dal mese di marzo cosa è cambiato in realtà? Sicuramente il momento, già delicato e complesso per il diffondersi del virus, ha condizionato anche i comportamenti dei giocatori ludopatici o a rischio che all’improvviso si sono visti costretti a rinunciare alle proprie abitudini di gioco, specie gli assidui frequentatori delle sale scommesse e bingo. I primi dati rilevati evidenziano come l’astensione dalle consuete abitudini di gioco abbia creato in alcuni una forte crisi di astinenza, così come in altri è stata l’occasione per prendere consapevolezza della propria condizione di dipendenza, convincendoli in alcuni casi alla necessità di chiedere aiuto. A questo proposito, oltre i consultori e le associazioni locali, in Italia dal 2017 è attivo in forma anonima e gratuita il Telefono Verde dedicato a chi ha problemi legati al Gioco d’Azzardo (TVNGA) 800.558.822. Gli esperti del TVNGA, soprattutto in questo momento, offrono il proprio supporto a quanti, tra giocatori d’azzardo e loro familiari, avvertono il bisogno di un aiuto, e quanti, obbligati dalla chiusura, si vedono costretti a confrontarsi diversamente con i problemi legati al gioco d’azzardo. La modalità del gioco è, infatti, mutata e, se da una parte, le sale chiuse e le slot machine spente evitano gli assembramenti, dall’altra in qualche modo costringono i giocatori a rivolgersi altrove per giocare d’azzardo. Non a caso, in questi ultimi mesi, hanno registrato un forte incremento le lotterie istantanee “Gratta&Vinci” e il gioco d’azzardo on line. Il cosiddetto “gioco fisico” contrapposto al “gioco online” pare tuttavia non aver subito grosse battute d’arresto, confermando che in molti giocatori le abitudini non sono cambiate nonostante il lockdown, semplicemente le scelte sono state orientate su altri giochi quali appunto i Gratta e Vinci, il Superenalotto e il Lotto; per quanto riguarda il gioco online, un’analisi condotta dal Cnr di Pisa conferma che molti giocatori si sono avvicinati per la prima volta durante l’isolamento al poker texano, slot machine virtuali e scommesse sportive virtuali. Nei giocatori online la frequenza con cui si gioca o scommette è maggiore, perché basta un dispositivo mobile come il cellulare per connettersi e fare la propria puntata. Di conseguenza, anche la spesa online nel periodo in questione si rivela più consistente, con punte che superano i 500 euro a settimana; oltre la metà dei giocatori intervistati ammette però di essere in perdita. Facile infine in questi casi anche incorrere in richieste di prestito illecite, spesso suggerite dagli stessi amministratori del gioco, innescando così una spirale infinita sempre più frequentemente gestita da una criminalità organizzata per esercitare il business del prestito ad usura.

 

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