La Chiesa del vescovo Dallepiane, un ponte tra ieri e oggi

53 visualizzazioni
5 minuti di lettura

La nuova mostra al Museo Diocesano apre una finestra su un passato difficile ma superato, speranza per i giorni nostri

di Giampaolo Atzei

Tra i meriti della mostra sul vescovo Dallepiane, inaugurata lunedì sera al Museo Diocesano di Iglesias, vi è quello di aver recuperato alla memoria della Chiesa diocesana la figura di un suo pastore di alto rilievo eppur scivolato nell’oblio. Del piacentino Giuseppe Dallepiane, che fu vescovo di Iglesias dal 1912 al 1920, possiamo oggi apprezzare la profondità della sua azione pastorale, nonché la sua attualità: le carte d’archivio sono utili nel descrivere la società iglesiente di cent’anni fa, gettando un ponte ben più che ideale tra la comunità d’allora e quella odierna. Non è un esercizio inutile o sterile, perché i punti di contatto sono molti e aiutano a vedere quei “segni di speranza” che possiamo raccogliere osservando la nostra Chiesa in questo tempo difficile, complesso. È un esercizio utile, un discernimento proficuo, che nasce nell’ispirazione del Cammino sinodale che sta maturando i suoi primi frutti.
Sino a domenica, infatti, i referenti diocesani si sono riuniti a Roma in un vero e proprio ritiro. Immersi nella campagna romana, lontani dal caos cittadino, in un silenzio rotto solo dal garrire delle rondini, per tre giorni si è discusso della fotografia della Chiesa dell’oggi, che le sintesi diocesane hanno offerto al termine del primo anno di ascolto, e della Chiesa del domani. Il quadro è noto, la secolarizzazione ha svuotato le parrocchie ma non manca di certo la forza propulsiva dello Spirito, tuttavia c’è chi si rifugia nel passato, nella tradizione, nella perduta età dell’oro.
Ma siamo sicuri che le vie del passato siano sempre lastricate d’oro? Parole d’oggigiorno, le comunità sono turbate, scosse e preoccupate per l’avvenire, i giovani contestano, gli anziani rimpiangono, nel mezzo si vivacchia, eppure c’è una Chiesa viva, che esce nel mondo, che ascolta e si prodiga, un popolo che testimonia la propria fede. E cento anni fa? Quando monsignor Dallepiane arriva a Iglesias nel 1912, conosce un territorio martoriato alla vigilia della prima guerra mondiale, segnato dall’ignoranza, dalla trascuratezza, con la zona mineraria dell’Iglesiente che a breve vivrà l’avvento dei sindaci atei socialisti, la povertà rurale nel Sulcis.
In un documento, Dallepiane ebbe modo di scrivere che gli iglesienti erano solo dediti al mangiare, al bere e al non fare nulla. Un quadro sconsolante. Figurarsi se si dedicavano alla religione: chi la conosce la pratica – osservava il prelato – chi non la conosceva rimaneva nell’ignoranza e così era per larga parte del popolo. Per non parlare del clero, di mediocre formazione e poco attento alla cura delle anime affidate.
Eppure, anche in un quadro tanto fosco, che oggi pare tanto lontano eppur così vicino se pensiamo all’ignoranza e trascuratezza di molti per la propria esperienza di fede e conoscenza dell’annuncio cristiano, la nostra Chiesa è cresciuta, ha superato difficoltà, è rimasta nel mondo, ha dato il suo contributo alla costruzione di una società inclusiva e democratica come mai si era conosciuta nella storia umana.
Sono questi veri segni di speranza, il lavoro fecondo per la propria comunità, l’impegno nella Chiesa vissuto come servizio e non come spazio di potere, per citare uno dei temi più ricorrenti nei documenti sinodali. E la lezione della storia ci è maestra e compagna nel vivere l’oggi, per comprendere il presente, leggere il passato e costruire il futuro. Facendo leva sulla formazione, sulla cultura, verso la gente. Non a caso, monsignor Dallepiane ispirò un Ginnasio cittadino, rinacque il Seminario, fondò un periodico diocesano e uno cittadino, presiedette un Comitato dei disoccupati. Gesti concreti diremmo oggi, segni di una Chiesa nel mondo, cent’anni fa come oggi: la Speranza è viva e feconda.

© Riproduzione riservata
Pubblicato su “Sulcis Iglesiente Oggi”, numero 18 del 22 maggio 2022

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: