Iglesias risponde alla solitudine del Coronavirus

Dalla scuola online alla ginnastica a casa: tanti gli iglesienti che si stanno attivando per combattere la solitudine in città

di Miriam Cappa 

008 Iglesias

C’è un decreto che ha tolto agli italiani (fino al 3 aprile per ora) il maggior diritto di un individuo: la libertà. Lo ha fatto esaudendo uno dei loro più grandi desideri: restare a casa. Come l’hanno presa gli iglesienti?
Danno ragione ad Oscar Wilde: una tragedia. Pare che stare fra le mura domestiche non sia un’occasione per il meritato riposo, portare a termine tutta quella lunga serie di faccende che si era rimandato da tempo immemore o, da tesorizzare per recuperare gli anni strappati alla famiglia presi dagli impegni. C’è chi alla passeggiata non rinuncia nonostante il veto: gli amministratori (dal sindaco Mauro Usai al consigliere di minoranza Luigi Biggio) a intervalli regolari lanciano grida manzoniane in video appelli che invitano a non abbandonare la propria dimora.
A far riflettere non sono le strade (quasi) vuote, quelle ci sono anche normalmente, ma il clima di terrore che, ancora senza un senso razionale, adesso c’è stato solo un solo caso Covid-19, si è instaurato fra le persone. Dopo appena una settimana di libertà vigilata la città inizia a non essere solo più inquinata dai fanghi rossi: lo scenario è da film a metà fra un romanzo di Orwell, dove il silenzio è interrotto dalle auto della Polizia locale che ricordano al megafono di non uscire, e il Ventennio in cui i vicini di casa si segnalano alle autorità, la folla social crea storie su untori poi smentite dai fatti e c’è l’assalto ai supermercati.
Ma il vero cuore di Iglesias continua a tendere la mano alla comunità offrendo il suo talento. Così è per Enrica Ena: è l’insegnante elementare che nei cinque anni scorsi ha portato avanti un progetto di didattica virtuale nella sua classe. La sperimentazione, nata nel Comprensivo Allori, è diventata un modello per tutta Italia tanto che lei è stata chiamata dal ministero a fare la formazione nazionale ai docenti delle altre regioni. Ha portato on line la cosiddetta “classe rovesciata”, il concetto pedagogico secondo cui sono gli studenti i protagonisti totali della loro stessa educazione scolastica e devono essere coinvolti in ogni fase (insieme alla famiglia). Non appena si sono chiariti i termini del decreto “maestra Enrica” nel suo blog (enricaena.blogspot.com) e sui social ha messo a disposizione di colleghi e genitori un video in cui ha condiviso la sua “aula virtuale” e trasformato la sua esperienza in didattica a distanza con consigli su come adoperare la piattaforma Edmodo, spazio web del Miur in cui si possono allestire le classi digitali. È così che ora sta vicino ai suoi bambini. Dopo la mente c’è anche chi pensa al corpo sano e ai modi per tenerlo in forma, Francesca Ena, donna che da tempo si è messa in gioco contro la violenza sulle donne e che di professione è personal trainer. Dalla sua pagina Facebook mette a disposizione gratuitamente le sue competenze e mostra come mantenersi in forma stando casa. Non manca la musica: Christian Castangia, educatore, insegnante e regista, per sdrammatizzare, sempre dai social si mostra in tutta la sua creatività in video in cui propone la sua versione di cover.

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