Aumentano preoccupazione e isolamento a Carloforte

L’arrivo nelle seconde case di 500/600 proprietari aumenta la paura sull’isola. Sale intanto la protesta per la riduzione dei collegamenti

di Nicolo Capriata

4329 Carloforte (1)Carloforte al pari di tutte le comunità italiane è un paese avvolto da un silenzio spettrale, è un paese senz’anima, senza vita. Dai “baruffi”, la piazzetta quadrata antistante la chiesa di San Carlo Borromeo, non si odono più, all’ombra dei quattro ficus giganteschi, gli schiamazzi genuini e festosi dei bambini o il vociare penetrante degli anziani seduti sui “sedili rotondi” che si raccontano storie di mare. È un deserto, come deserto è il lungomare, altro punto di raccolta dei cittadini come deserte e desolanti sono le vie. Gli unici segni di vitalità (si fa per dire) che si riscontrano sono le lunghe file (anche perché vengono rispettate le distanze) davanti alle farmacie e ai supermercati, dove si entra uno per volta. Ma a fianco a questo quadro comune in ogni parte d’Italia a Carloforte c’è qualcosa di più, c’è più una paura che è più forte che altrove. Una paura che si percepisce nelle famiglie, nelle telefonate tra amici. “C’è paura – ha commentato Gianfranco Grosso, medico e assessore alla sanità – perché la nostra popolazione ha un tasso di anzianità molto elevato e poi perché le nostre poche strutture sanitarie non sono adeguate e non riuscirebbero a vincere l’impatto con un ammalato di coronavirus. Portarlo in altri centri ospedalieri sarebbe un’avventura. Da aggiungere che siamo completamente sprovvisti di mascherine, non ne abbiamo neanche per i vigili. Le uniche che siamo riusciti a reperire erano destinate ai sanitari della guardia medica”. Da sommarsi a questa già non facile situazione è l’arrivo dal continente, prima del decreto ministeriale, di 500/600 di proprietari di case nell’isola e molti di questi sono stati visti passeggiare allegramente per le vie del paese, preoccupando autorità e cittadini. Tant’è che l’assessore Grosso si è fatto il giro dei bar chiedendo agli esercenti di far accomodare questi turisti, fuori a tavolino per consumare l’ordinazione. Gesto che è stato apprezzato da molti, anche se qualche stupido ha parlato di razzismo. “Non si tratta di razzismo – ha continuato l’assessore – noi ai turisti vogliamo bene, sono stati sempre accolti con gentilezza e riguardo. Si tratta però della loro coscienza civica. Si sono sottoposti questi nuovi arrivati ad una quarantena volontaria come fanno i nostri marittimi quando sbarcano o i nostri ragazzi che sono ritornati dall’università? Altrimenti tutto questo rappresenta un grande pericolo per la nostra comunità. Per fortuna il problema si sta risolvendo – ha aggiunto – dopo tanto penare abbiamo ottenuto dalla Prefettura di “scovare” queste persone giunte a Carloforte e a obbligarle a sottoporsi a quarantena volontaria”. In tutti questi frangenti e timori a lenire la tensione (si fa per dire) ci si è messo un articolo apparso in prima pagina l’11 marzo scorso su una testata sarda che certamente non parla bene dei carlofortini. “In Sardegna invece assistiamo ad una mutazione genica. – scrive l’articolista – A Carloforte si lamentano dei turisti fuori stagione che affollano la cittadina. I carlofortini non vogliono gente che spenda soldi nei bar negozi e ristoranti. Incredibile”. Inutile dire che non ci sia stato un solo carlofortino, ma davvero uno solo, che non sia stato indignato per quelle poche righe sicuramente fuori luogo. Sui social si sono scatenate le critiche (a volte quasi delle invettive) contro la testata, il direttore e l’articolista. Anche il Sindaco di Carloforte ha scritto al direttore del giornale. “…quello che davvero trovo incredibile – vi si legge – è la sottovalutazione di un fenomeno drammatico nei confronti del quale l’amministrazione sta lottando giorno e notte…”. Non avendo ricevuto risposta il Sindaco ha chiesto pubbliche scuse e fatto sapere che si sta valutando l’opportunità di procedere legalmente contro il giornale “a tutela dei carlofortini che si sentono profondamente offesi”. Nel frattempo un’altra tegola si è abbattuta sulla comunità: il Presidente della Regione, con decreto ha decurtato del 20% le corse diurne e del 50% quelle notturne nei collegamenti di Carloforte e La Maddalena. Un’assurdità che ha visto i sindaci delle due isole (che non sono stati neanche avvisati del provvedimento) protestare veemente con le rispettive popolazioni contro la Regione. Sono momenti davvero grigi e certe posizioni scoraggiano e amareggiano profondamente.

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