Iglesias. Nuccio Guaita, l’impegno per la città e per la gente

Classe 1928, ha iniziato a seguire il cammino formativo dell’Azione Cattolica fin da ragazzo sotto la guida di don Luigi Cinesu, che incontrava i giovani cattolici nella “grotta” dell’Episcopio. È solo l’inizio dell’impegnata vita di Nuccio Guaita, intervistato il 16 febbraio, in Sala Remo Branca a Iglesias dal giornalista e storico Giampaolo Atzei, direttore di “Sulcis Iglesiente Oggi”, in una serata intitolata “Un uomo, un medico, un politico: Dott. Nuccio Guaita si racconta”. Un testimone che ha potuto raccontare la storia politica e sociale della nostra città, grande esempio di impegno cattolico nei confronti della società civile e della Repubblica.

Durante la serata, organizzata dall’Assessorato alla Cultura di Iglesias, Nuccio Guaita ha avuto modo di raccontare le mille sfaccettature della sua vita professionale: medico specializzato in Medicina del Lavoro, Igiene e Medicina Preventiva, già coordinatore Sanitario dell’Azienda USL di Iglesias, è stato consigliere regionale e comunale, assessore regionale e assessore e vicesindaco del Comune di Iglesias, conoscitore e studioso attento della situazione sanitaria del nostro territorio. Come uomo politico, ha affermato la sua concezione secondo la quale è necessario fare una politica che “non divida, perché avere una fisionomia politica non significa automaticamente disconoscere l’altro. La politica deve diventare invece mediazione e riconoscimento dell’altro”, testimoniando come lui per primo, ritrovatosi all’opposizione durante il suo mandato, non abbia mai avuto difficoltà ad occuparsi della città. Uno sguardo, il suo, anche volto alla contemporaneità, in cui individua una difficoltà sempre più grande della politica nel riconquistare il suo prestigio, perso negli ultimi decenni. “Chi si affaccia alla politica ora deve attrezzarsi per non incorrere in una nebulizzazione. La facilità dei messaggi trasmessi – a causa della tecnologia – sostituisce la qualità delle idee: in politica è necessario farsi riconoscere in maniera chiara”. Non si tratta, secondo il dottor Guaita, solo dell’avvento di notizie false, ma di quelle che cercano di addomesticare i cittadini e far prendere una direzione diversa alle idee, rispetto a quella che dovrebbe essere la loro naturale direzione.

Il percorso da politico poi, si è strettamente intrecciato con quello da medico. Una carriera notevole anche considerato il periodo di studi durante la guerra, un interesse viscerale per la società che lo ha anche portato ad una assidua ricerca sulla storia della medicina, culminata in dieci Congressi di storia della medicina italiana. L’esempio concreto che la frequentazione del dolore e della sofferenza offrono al medico degli spiragli particolari, creando un rapporto tra il medico stesso e la società che va al di là della sua sola professione. Un incontro profondo che non si è basato solo su un racconto del passato, ma con un ampio sguardo sull’attualità. Perchè, come ha detto lo stesso Guaita, “la memoria e la cultura sono risorse importanti per una società che si sente debole e vuole migliorare”.

Da “Sulcis Iglesiente Oggi”, n° 7 del 24 febbraio 2019.

Foto : Efisio Vacca

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