“Iglesias ieri e oggi”, la città oltre le antiche mura

È stato pubblicato su YouTube il secondo documentario promosso dalla locale Università della Terza Età sulla storia della antica Iglesias

di Giulia Loi 

È passato poco più di un anno da quando è stato presentato, nella sala blu del centro culturale di Iglesias, un video prodotto grazie allo sforzo di tanti cittadini per raccontare la storia della città antica dentro le mura; un grande progetto finanziato dalla Fondazione di Sardegna che anticipava un seguito, arrivato qualche giorno fa in diretta su YouTube il 4 e il 6 maggio. Il docufilm “Iglesias ieri e oggi – La città esce dalle mura” è stato presentato dall’associazione Università Iglesiente della terza età, montato dal videomaker Mirko Locci, ed è il prodotto finale di un progetto che ha coinvolto cittadini appassionati e competenti della storia della città. L’idea, nata tempo fa e alla base non solo di questo video ma anche di quello presentato lo scorso anno, nacque grazie alla presenza del gruppo Facebook “Iglesias ieri e oggi”, dove i cittadini condividono foto d’epoca, ricordi e notizie storiche sulla città. Il contributo della Fondazione di Sardegna arrivato nel 2019 ha permesso di realizzare il video, che ha visto tante collaborazioni e personalità differenti: a partire dal progettista Massimiliano Manis, il progettista esecutivo Efisio Fanni, le ricerche archivistiche da parte di Francesco Cherchi, che insieme a Giampaolo Atzei ha curato anche copione, sceneggiatura e testi, ai quali ha collaborato anche Efisio Fanni. Cherchi e Atzei hanno anche fornito la consulenza storica per la sceneggiatura, le voci narranti sono quelle di Francesco Cherchi, Giorgia Marcia, Daniela Aretino, Efisio Fanni e Graziella Palmas. Le fotografie sono fornite da Francesco Cherchi, il tutto con la collaborazione di Mauro Manca. Alla fine del video Anna Maria Landis, presidente dell’Università della Terza età, ha ricordato l’iter che ha portato alla realizzazione dei due video, ha ringraziato tutti coloro che hanno lavorato volontariamente alla realizzazione, ricordando che le foto utilizzate sono state raccolte in diciotto pannelli per cui si cerca una sistemazione per trasformarli in una mostra permanente sulla storia della città.

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