Due anni di DAD, voci dalla scuola

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Il 9 marzo 2020 l’Italia entrava nel lockdown per contrastare il Covid-19, la vita fu stravolta per famiglie, studenti e insegnanti

di Giulia Loi

Sono trascorsi due anni dal Dpcm del 9 marzo 2020, quando l’intera Italia divenne un’unica zona rossa. A distanza di ventiquattro mesi esatti dall’inizio della pandemia, è momento di bilanci: tutti i settori della nostra vita sono stati colpiti dagli effetti del Covid-19 sul nostro vivere quotidiano ma probabilmente una delle realtà che ne ha subito le maggiori conseguenze è stata la scuola. In particolar modo gli studenti hanno dovuto affrontare lo studio con diverse problematiche. Se da una parte la tecnologia ha aiutato nel mantenere i contatti e permettere una scuola “a distanza” – ormai l’acronimo DAD, didattica a distanza, è entrato a pieno nelle nostre vite – d’altra parte si è capito che la scuola non può essere sostituita nella sua completezza da un sistema del genere. Ne abbiamo parlato con i diretti interessati, in particolare abbiamo raccolto la testimonianza di una madre di due bambini – che frequentano rispettivamente una scuola d’infanzia e una primaria di Iglesias – di una studentessa di un liceo di Iglesias e di un’insegnante. Abbiamo chiesto loro come hanno affrontato questa situazione fin dall’inizio e quali sono i bilanci ormai a due anni da quando tutto è cominciato…

© Riproduzione riservata
Pubblicato su “Sulcis Iglesiente Oggi”, numero 9 del 13 marzo 2022

Foto di Andrea Piacquadio da Pexels

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Pubblicato su “Sulcis Iglesiente Oggi”, numero 9 del 13 marzo 2022

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