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Diocesi. Una nuova pagina facebook per l’Ufficio beni culturali

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La diocesi di Iglesias attraverso l’Ufficio Beni Culturali Ecclesiastici amplia la propria comunicazione digitale con una nuova pagina su Facebook

di Giulia Loi

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La Chiesa diocesana di Iglesias attraverso l’Ufficio Beni Culturali Ecclesiastici e edilizia di culto sceglie di ampliare la propria comunicazione nel contesto digitale con una nuova pagina Facebook – prossimamente arriverà anche un profilo su Instagram – nell’ottica di condividere in rete la conoscenza del patrimonio storico, artistico, documentario del territorio del Sulcis-Iglesiente. “Nonostante il periodo di chiusura causato dalle misure di prevenzione del diffondersi del coronavirus – ha spiegato il direttore dell’Ufficio Beni Culturali don Carlo Cani – l’Ufficio si è dotato di una serie di strumenti in modo che le persone possano fruire dei beni della diocesi. Non c’è un’attività diretta con i visitatori ma c’è comunque la possibilità per loro di entrare all’interno di questo circuito”. Si tratta di uno “spostamento” dei contenuti da quella che è una sede fisica a una sede virtuale: la pagina, il cui titolo esatto è “Ufficio Beni Culturali Ecclesiastici Diocesi di Iglesias”, riconoscibile grazie a un nuovo logo, vuole rendere fruibile tutto ciò che riguarda l’edilizia di culto, la tutela e la corretta valorizzazione dei beni, il patrimonio artistico, librario e documentario-archivistico. La competenza dell’Ufficio si estende anche alla cura degli archivi, delle biblioteche, dei musei, delle collezioni ecclesiastiche. Sulla pagina, infatti, possono già essere letti e condivisi post che riguardano chiese, santuari, culti legati ai santi, nozioni di storia della diocesi, architettura, corredati di notizie cronologiche, artistiche e legate al messaggio spirituale. Anche la pagina Facebook del Museo Diocesano, presente da tempo, ha assunto una nuova veste e al momento i post trattano del restauro della statua settecentesca della Purissima attribuita a Giuseppe Antonio Lonis, mostrandone le fasi. “Il progetto non si ferma sicuramente qui: questo è solo l’inizio di una attività continua che, iniziata in un momento in cui non è stato possibile spostarsi, proseguirà sicuramente nel futuro” ha concluso don Carlo Cani.

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