Castighi e sventure, voci dall’ombra

93 visualizzazioni
3 minuti di lettura

L’attore iglesiente Luigi Pusceddu ritorna sul palco dell’Electra con un nuovo spettacolo ispirato a tre tragiche storie dal vissuto reale

di Giulia Loi
fotografie pubblicate per gentile concessione di Luigi Pusceddu

Si è svolta il 20 maggio al teatro Electra di Iglesias la prima messa in scena del nuovo spettacolo dell’attore iglesiente Luigi Pusceddu, che dall’estate scorsa, quando mise in scena la pièce “I maledetti di Iglesias”, ha iniziato quasi una vera e propria “serie” di opere teatrali in onore della sua terra natia. Pusceddu, infatti, dopo anni di formazione e lavoro nel resto di Italia, è ritornato alle origini rendendo omaggio a storie della propria città e della propria famiglia. Se nella prima sua produzione si narrava un’unica vicenda narrata in prima persona, nel nuovo spettacolo, il reading teatrale “Tre castighi, tre sventure – tre racconti di anime intrappolate sulla terra” – di cui Pusceddu ha scritto i testi, ed è stato anche interprete e regista – cambia. Le storie sono appunto tre: “la storia del Paese dell’amore”, una vicenda che parla di anime, fantasmi e maledizioni, ispirato a un paese sardo realmente esistente, e altre due storie ispirate a sepolture storiche presenti nella parte monumentale del cimitero di Iglesias: la prima dedicata a “Grimilda”, nome di fantasia ispirato a Domenica Antonietta Grimaldi, giovane donna che si tolse la vita a seguito del ripudio da parte del proprio fidanzato, nei primi del Novecento, e la vicenda intitolata “La curva del contabile”, che racconta la storia di Guntero Wall, contabile della Gonnesa Mining Company che fu ucciso a seguito di una rapina nel giugno del 1897. Fondamentale, specialmente per queste due ultime narrazioni, il supporto del testo “All’ombra dei cipressi” di Francesco Cherchi. Lo spettacolo di circa un’ora ha coinvolto il pubblico anche grazie al contrasto tra la solennità del ritmo e degli argomenti narrati dall’attore e gli intermezzi di musiche di Jimmy Sax interpretate dal sassofonista Ettore Diana, vivaci e incalzanti. Emerge anche in questo spettacolo la capacità di Pusceddu che, pur essendo solo sul palco, impersonifica abilmente tutti i personaggi narrati, interpretando voci, espressioni, raccontando ambientazioni, rendendo possibile l’immedesimazione e la “visione” della storia attraverso le sue parole e il suo modo di recitare. Uno stile che è stato già caratteristico della sua opera precedente, “I maledetti di Iglesias”, e che rende queste opere unite da un filo conduttore per tematica e stile e fa ben sperare che ci siano prossimi appuntamenti in cui verranno narrate altre storie della città. Lo spettacolo si è svolto con il patrocino del Comune di Iglesias e in collaborazione con la Pro Loco cittadina.

© Riproduzione riservata
Pubblicato su “Sulcis Iglesiente Oggi”, numero 19 del 29 maggio 2022

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: