Applausi per “I maledetti di Iglesias”

Gradimento del pubblico per la rappresentazione di Luigi Pusceddu tenutasi a Iglesias, nel Chiostro di San Francesco, il 12 agosto

di Giulia Loi

Grande pubblico e lunghi applausi per “I maledetti di Iglesias”, debutto come autore e regista del giovane Luigi Pusceddu, attore Iglesiente classe 1990 formatosi negli anni scorsi tra Roma e Torino. Lo spettacolo, realizzato in collaborazione con la Pro Loco cittadina, si è tenuto nella sera del 12 agosto al Chiostro di San Francesco di Iglesias, in una serata che ha registrato il tutto esaurito. Nemmeno la giornata afosa ha fermato un pubblico entusiasta per la messa in scena di Pusceddu. Uno spettacolo di un’ora, solo l’attore e il palco. Una prova di talento non indifferente, capace di mantenere l’attenzione dello spettatore viva in ogni momento dell’esibizione. “I maledetti di Iglesias” racconta la creazione dello spettacolo stesso, un filo conduttore che è la vita dello stesso protagonista e a cui si intrecciano le digressioni che raccontano le vite e storie di altri iglesienti, considerati maledetti: da Zaira Deplano Pinna, la “bambina col cerchio” simbolo del cimitero di Iglesias, passando per l’ingegnere minerario Carlo Marx, anch’egli che riposa al cimitero di Iglesias, fino a raccontare di personaggi che per Iglesias hanno vissuto e ne hanno fatto la storia, come Carlo Baudi di Vesme, solo per citarne alcuni. Quello di Pusceddu è stato un tributo spontaneo alla propria famiglia, alle proprie origini e alla propria città, ma in maniera particolare è una lunga dedica alla nonna venuta a mancare lo scorso anno, a cui l’intero spettacolo è dedicato. Grande l’abilità nell’interpretare di volta in volta personaggi diversi; ci si dimentica che l’attore sul palco è sempre lo stesso, e quando la voce cambia e parte l’interpretazione di un nuovo personaggio quasi sembra di vederlo, come se gli attori fossero tanti. Un monologo che ha fatto ridere e commuovere, scuotendo le diverse emozioni del pubblico, portando a riflessioni ma anche a momenti di leggerezza. Difficile definire un genere: si può dire che quello di Pusceddu sia stato uno spettacolo raro nel suo genere, dimostrando che quando per fare arte si mette a disposizione il proprio essere e le proprie sensazioni più spontanee, il risultato non può essere altro che buono. Le attività di Luigi Pusceddu non si fermano qui, non resta che seguirlo per scoprire le attività che proporrà durante l’autunno.


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Pubblicato su “Sulcis Iglesiente Oggi”, numero 30 del 12 settembre 2021

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