Angelo Corsi, un protagonista della Storia

A Iglesias la presentazione del libro di Alessandro Cuccu sulla figura del primo sindaco socialista, promossa dall’Associazione Minatori di Nebida

di Giulia Loi
foto di Efisio Vacca

Venerdì 8 ottobre, nella sala blu del centro culturale di Iglesias in via Deledda, è stato presentato il libro di Alessandro Cuccu, archivista e paleografo, che delinea il ritratto e la storia di Angelo Corsi, politico la cui storia si è intrecciata strettamente alla città di Iglesias, essendone stato il sindaco dal 1914 e il 1921, con un legame proseguito anche nel periodo della ricostruzione democratica della Nazione dopo la seconda guerra mondiale. Il volume, intitolato “Angelo Corsi: l’azione socialista tra età liberale e fascismo” è stato pubblicato all’interno della collana “Quaderni di Comunità” promossa dall’Associazione Minatori di Nebida Onlus. Il presidente di quest’ultima, Andreano Madeddu, ha introdotto la serata, ringraziando tutti coloro che hanno contribuito alla realizzazione del volume e della sua presentazione: il Comune di Iglesias, la Fondazione di Sardegna e l’Ordine dei Giornalisti della Sardegna, rispettivamente rappresentati durante il dibattito dal Sindaco di Iglesias Mauro Usai, dal presidente della Fondazione Antonello Cabras e da Francesco Birocchi, presidente dell’Ordine, che ha peraltro coordinato il dibattito: “Ho accolto con piacere l’invito a questa presentazione perché ritengo che sia un modo per tenere viva la memoria – ha spiegato Birocchi – è un dovere non solo dei cittadini ma anche dei giornalisti ricordare i protagonisti della vita della comunità come lo è stato Angelo Corsi, non solo per Iglesias ma per tutta la Sardegna”. Tra gli interventi anche quello del professore di storia contemporanea dell’Università di Cagliari, Claudio Natoli, che intervenendo in videoconferenza ha riflettuto sul personaggio di Corsi contestualizzandolo nella storia del periodo e sul contributo politico-sociale che ha dato. L’opera di Alessandro Cuccu nasce ben diciassette anni fa, per sua stessa rivelazione, quando si preparava a scrivere la tesi di laurea, che inizialmente non aveva un tema ben definito. L’unica sicurezza era la materia, la storia contemporanea: è dall’analisi dei primi testi che si è accorto di come Angelo Corsi fosse continuamente nominato ma senza che ne fosse delineata una figura. Le biografie presenti erano poche e insufficienti, ed è così che è nata l’idea di dedicare a lui la tesi, che diciassette anni dopo, ampliata e corretta, è stata pubblicata grazie anche all’intervento dell’associazione Minatori di Nebida. L’opera delinea la figura del politico partendo dalla sua biografia: nato in Abruzzo nel 1889, arriva in Sardegna giovanissimo, nel 1905, seguendo gli spostamenti del padre. Fin da ragazzo difensore dei lavoratori, giornalista, amministratore locale, politico nazionale e uomo di governo che attraversa uno dei periodi più complessi della storia d’Italia: dal rafforzamento del movimento socialista alla sua frammentazione durante e dopo il “biennio rosso”, dall’affermazione del fascismo alla lotta contro la dittatura, dalla riconquistata libertà all’affermazione della democrazia con il lavoro nell’Assemblea costituente. Tutte vicende che Corsi vive in prima fila, da protagonista, animato dalla sua adesione al socialismo riformista. Cuccu, al momento archivista paleografo responsabile dell’archivio minerario Igea, con la meticolosità del suo lavoro ha raccolto documenti in diversi archivi, tra cui quelli di Cagliari, Iglesias e Roma, e ha consultato numeri di giornali d’epoca per un arco temporale di trent’anni. Completano l’opera un esame accurato degli scritti di Corsi e una preziosa appendice con un inedito carteggio con Emilio Lussu. Per quanto riguarda Iglesias, quando ne divenne sindaco nel 1914 a soli 25 anni, tra le varie azioni compiute a vantaggio dei più deboli ne ricordiamo solo alcune, tra cui la distribuzione di viveri e medicinali alle classi meno abbienti, o la costituzione di numerose opere pubbliche per contrastare la disoccupazione dilagante. Era in carica, inoltre, durante l’eccidio dell’11 maggio 1920, quando sette minatori persero la vita nella protesta per richiedere migliori condizioni di lavoro. “Il mio obbiettivo – ha spiegato Alessandro Cuccu concludendo il suo intervento – era quello di rendere omaggio non solo a Angelo Corsi ma a tutti coloro che, antifascisti come lui, hanno collaborato per la realizzazione e la difesa di uno Stato democratico”.

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Pubblicato su “Sulcis Iglesiente Oggi”, numero 35 del 17 ottobre 2021

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