Ambiente da custodire, salute e lavoro

Dalla diocesi di Acerra lavori online in preparazione alla prossima 49a Settimana Sociale, che si celebrerà a Taranto in ottobre

Ufficio diocesano per i problemi sociali e il lavoro
A cura di Manolo Mureddu

Procede spedito il lavoro di preparazione alla 49esima “Settimana Sociale” che si celebrerà dal 21 al 24 ottobre prossimi a Taranto sotto le parole chiave, profeticamente enunciate sei anni or sono nell’enciclica di Papa Francesco, “Laudato Sì”, “Ambiente, Lavoro, Futuro #tuttoèconnesso”.
Le stesse divenute oramai indistinto patrimonio di numerosi Governi della terra desiderosi di invertire i cambiamenti climatici in atto e impegnati perciò nel perseguimento di nuovi modelli di sviluppo meno orientati al consumo del pianeta e quindi più rispettosi del creato.
Sabato 17 aprile, in vista del fondamentale appuntamento di ottobre, Acerra, località tristemente famosa per essere parte caratterizzante della famigerata “Terra dei Fuochi”, ha ospitato un importante convegno dal titolo: “Custodire le nostre terre – salute ambiente e lavoro”, organizzato dalla Conferenza Episcopale Italiana e dalle articolazioni nazionali delle pastorali sociali e del lavoro e della salute, nonché dalla Caritas.
Un evento, trasmesso in streaming sul canale YouTube dell’Ufficio per la Pastorale della Salute della CEI, che ha registrato i saluti istituzionali di mons. Antonio Di Donna, vescovo di Acerra e presidente della Conferenza Episcopale Campana, del cardinale Gualtiero Bassetti, arcivescovo di Perugia e presidente della Conferenza Episcopale Italiana, di Raffaele Lettieri, sindaco di Acerra, di mons. Carlo Maria Redaelli, arcivescovo di Gorizia e presidente della Commissione Episcopale per il servizio della carità e la salute, e di mons. Filippo Santoro, arcivescovo di Taranto e presidente della Commissione Episcopale per i problemi sociali, del lavoro, della giustizia e della pace. Successivamente, dopo alcune testimonianze video, gli interventi di padre Francesco Occhetta, gesuita, docente della Pontificia Università Gregoriana, del prof. Ernesto Burgio, medico pediatra, membro dell’European Cancer and Environment Research Institute (Bruxelles) e del Science of Consciousness Group (Università di Padova), dell’avv. Francesca Di Maolo, presidente dell’Istituto Serafico di Assisi e infine del vescovo di Acerra mons. Antonio Di Donna. Una platea estremamente qualificata per uno straordinario momento di confronto e riflessione che oltre le testimonianze e le autorevoli relazioni sulle implicazioni scientifiche, normative e sociali, dello sfruttamento massivo delle risorse del pianeta, dello stravolgimento dei suoi ecosistemi e delle ripercussioni sull’evoluzione delle forme di vita con particolare attenzione agli esseri umani, ha posto fortemente l’accento sul ruolo dei cattolici in questa epocale fase storica dove finalmente sono state costruite le basi, a livello di consapevolezza nell’opinione pubblica e nell’agenda politica dei governi, per invertire la tendenza negativa di depauperamento delle risorse e degli equilibri già precari del pianeta.
Primo obiettivo raggiunto, ha sottolineato padre Occhetta, grazie all’incredibile forza spirituale propulsiva insita nell’esortazione apostolica “Laudato Sì”, che dalla sua promulgazione ha contribuito decisamente a stimolare il cuore e la mente delle persone, e così il dibattito pubblico, sull’importanza del prendersi cura di se stessi, dei propri cari e in generale del prossimo, partendo innanzitutto dalla presa in carico dei problemi dell’ambiente nel quale e grazie al quale viviamo, per accogliere l’evidenza che, come fortemente rimarcato dal Papa, tutto è connesso e senza la preservazione del mondo che ci circonda, ovvero senza il perseguimento di un cambio di paradigma nei processi economici tra persone, enti, entità, senza un reale cambio nelle nostre abitudini di vita orientato all’essenziale e a ciò che conta davvero, non potrà esserci futuro per l’umanità. “L’enciclica del Papa – ha spiegato il gesuita – da strumento spirituale di preghiera, riflessione e discernimento, è diventato un formidabile strumento sociale, paradossalmente più diffuso nei contesti laici che dentro la Chiesa”. E non per una qualche forma di limitazione od ostracismo, ma perché divenuta un patrimonio indistinto di tutta l’umanità e in particolare di coloro che nelle parole del Pontefice hanno visto il sentiero da percorrere per costruire un mondo migliore e più giusto. Nel quale promuovere l’ecologia integrale quale strumento di riconciliazione degli esseri umani con la natura. Finalità ideali adesso perseguibili concretizzando obiettivi fissati “dall’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile” in ambito ONU, del “Next Generation Eu”, del Just Transition Fund” (quest’ultimo in particolare per Taranto e Portovesme) a livello europeo e nazionale, per la conversione degli attuali sistemi produttivo-economici basati sulle fonti fossili e sullo sfruttamento continuo e massivo dei territori, nonché sulla crescita economica a tutti i costi e quindi sul profitto di pochi a scapito di tanti. Ma che, come in tutte le rivoluzioni economiche e sociali, non saranno privi, nella loro applicazione, di pericoli e criticità, se la transizione non avverrà in maniera equa ed equilibrata, soprattutto per i tanti lavoratori che attualmente operano nei contesti tradizionali. Come cattolici, ovvero coloro che tra i primi hanno propiziato, grazie alle profetiche esortazioni del Papa, questa grande trasformazione (innanzitutto) culturale della società umana, abbiamo il dovere e la responsabilità di esercitare un ruolo concreto di stimolazione dei suddetti processi: a partire, proprio, dalla prossima “Settimana Sociale”. Alla quale bisognerà arrivare, dopo un costante percorso di studio e approfondimento, coscienti, consapevoli e preparati sugli argomenti, sui problemi e sulle relative soluzioni. Facendo tesoro di tutti gli appuntamenti che, come quello di Acerra, metteranno insieme importanti esperienze e competenze sui temi dell’ambiente, della salute e del lavoro. A partire dai tre momenti di riflessione e confronto già organizzati dalla CEI, al sud Italia, precisamente a Lamezia Terme l’11 e 12 giugno prossimi, dal tema “Transizione ecologica e disagio sociale”; al centro, a Roma il 18 e 19 giugno prossimi, dal tema “L’Italia Riparte – Visioni di futuro”; e al nord precisamente a Padova il prossimo 3 luglio, dal tema “Transizione ecologica: il contributo del mondo dell’impresa e del lavoro”. Ma anche favorendone altri, nella nostra diocesi e nelle nostre comunità parrocchiali, affinché parlare di cambiamenti climatici, di conversione economico-sociale, di maturazione culturale su questi argomenti, diventi patrimonio condiviso anche degli abitanti del nostro territorio che nei prossimi anni, al pari di Taranto, diverrà l’emblema della riconversione produttivo-economica – caratterizzata dall’epocale compimento del processo di decarbonizzazione dell’intero Paese.

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