Valverde, famiglie che annunciano il Vangelo

Catechesi per giovani e adulti in tempo di Covid-19, l’esperienza con le famiglie della parrocchia B.V. di Valverde di Iglesias

di Valeria Carta

Nonostante l’incertezza diffusa che ormai sembra dominare lo scorrere naturale delle nostre giornate, ecco spuntare un avviso di catechesi per giovani e adulti presso la parrocchia Beata Vergine di Valverde, a Iglesias. L’iniziativa non è nuova per i cappuccini che da oltre vent’anni si avvalgono di un’equipe di catechisti disponibili a spendere il proprio tempo in favore dell’evangelizzazione. Ma chi è tanto pazzo da proporsi per fare questo servizio in tempi di corona virus? Abbiamo rivolto questa domanda, e tante altre, direttamente a loro, i catechisti. Lara ed Elena sono prima di tutto due mogli, madri e nonne che all’interno della loro famiglia hanno scelto “di poggiare il proprio matrimonio e il ruolo di genitori sulla Chiesa, che è la Roccia”.

Da quanti anni vi rendete disponibili per fare queste catechesi?
Da oltre trent’anni siamo all’interno di un cammino di fede che, con l’ascolto della Parola di Dio, i Sacramenti e la comunità di fratelli, ci ha portato a dare la disponibilità nell’evangelizzazione proprio a Iglesias.

Evangelizzare è una missione. Come è nata la vostra vocazione?
“Vocazione significa chiamata, questa è stata una chiamata del Signore, prima di tutto alla conversione” ha specificato Lara, alle sue parole fanno eco quelle di Elena: “la mia vocazione è nata all’interno di un cammino di fede, dentro la mia piccola comunità, dove nel corso degli anni ho fatto esperienza concreta dell’amore di Dio per me, per la mia vita, per tutte le mie debolezze”. Dalle parole di entrambe emerge una chiara esperienza di Dio prima di tutto nella propria vita: “l’aver ascoltato il Kerigma ha cambiato la mia vita; ho sentito l’amore di Dio per me, la sua tenerezza nella mia storia quotidiana, carica di domande, contraddizioni, errori e peccati”.

Avete famiglie, lavoro, chi ve lo fa fare? Siete pazzi o coraggiosi?
“Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date” (Mt 8,10). Non siamo né pazzi né coraggiosi, l’Amore di Cristo per noi, per la nostra vita, ci spinge a portare la Buona Notizia, l’Annuncio. È come quando hai una gravissima malattia che ti porterà sicuramente alla morte e incontri un medico che ti guarisce, che ti ridona la vita, non puoi fare a meno di dire e mostrare a tutti la potenza di questo medico, così che altri possano essere guariti e consolati. Ecco perché non si può tacere il Kerigma. Il Dio di Gesù Cristo che noi annunciamo e del quale abbiamo fatto esperienza è un Dio che ha a cuore la sofferenza dell’uomo, un Dio vicino, che entra con fatti molto concreti nella storia di ogni uomo perché lo possiamo conoscere e possiamo sperimentare il suo amore.

Potremmo far finta di niente, ma il Covid c’è. Che impatto avete riscontato sulla catechesi?
Difficile oggi far finta che il Covid non ci sia dal momento che l’unica notizia che sembra diffondersi è quella relativa alla pandemia. Ma ancora più forte del Covid è la paura che si è innescata, che debilita in profondità le persone, intendo esistenzialmente, che le destabilizza. In questo tempo sono molti coloro che si sono avvicinati all’ascolto di queste catechesi, vuol dire che è necessario far presente la forza del Vangelo. Infatti, più della paura c’è una notizia maggiormente importante per la nostra vita che non può assolutamente essere taciuta: Cristo ha vinto la morte per me e per te! Per questo, in obbedienza alla chiesa ed ai vari Dpcm, oggi più che mai, continuiamo ad annunciare il Vangelo, pur con i nostri timori che sono quelli di ogni uomo, perché forse proprio in mezzo a tanta paura e a tanta precarietà il cuore dell’uomo urla come i discepoli di Gesù: “Signore, da chi andremo? Tu solo hai parole di vita eterna”.

Che risultati (o frutti) pensate di raggiungere (o raccogliere)?
Noi seminiamo, non raccogliamo. Non è una questione di risultati, la potenza del Kerigma sta nell’arrivare alle persone con una totale libertà. L’importante, l’unica cosa necessaria, è annunciare l’amore di Cristo per l’uomo. Speriamo che la Chiesa ed il parroco possano raccogliere frutti di vita eterna. Noi siamo animati dalla speranza che l’uomo incontri Gesù Cristo e questo porterà di certo frutto perché i cristiani sono un dono di Dio per il mondo, fanno presente Cristo che cammina in questa generazione.

 

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