Una “Festa Manna” segnata dall’emergenza Covid-19

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La festa di Sant’Antioco, patrono diocesano, al tempo del coronavirus: celebrazione senza popolo del vescovo Giovanni Paolo nelle catacombe sulcitane

di Tito Siddi
fotografie di Giampaolo Cirronis

Le basse volte, scavate nella roccia delle catacombe sotto la basilica dedicata al patrono della Sardegna Sant’Antioco Martire, sono state le silenziose testimoni che lunedì sera hanno accolto la celebrazione della Santa Messa solenne in occasione della festa in onore del patrono. Per Sant’Antioco è stata una “Festa Manna” segnata dall’emergenza sanitaria Covid-19 e dalla conseguente impossibilità di celebrare come tradizione la Festa di Sant’Antioco, la più importante delle tre in suo onore, che per tradizione si celebra 15 giorni dopo la Pasqua e che quest’anno cadeva lunedì 27 aprile. Una festa che è giunta quest’anno alla 661a edizione: è la più antica dell’Isola, con solenni manifestazioni religiose e civili che culminano con l’importante processione, appunto del lunedì, per le vie della città addobbate a festa. Quest’anno però si è recitato un altro copione. L’emergenza Coronavirus e le misure di contenimento, infatti, hanno obbligato Parrocchia, Diocesi e Comune a compiere scelte diverse e difficili ma ponderate, che tuttavia non hanno impedito ai fedeli di stringersi in un abbraccio ideale, in momenti di pura devozione, al loro patrono. Niente sfilata della statua del Santo e delle sue reliquie per le vie della città, accompagnati da “traccas”, cavalieri e amazzoni, suonatori di launeddas e gruppi folkoristici provenienti da ogni angolo dell’Isola. Non si sono tenute nemmeno le varie manifestazioni religiose e laiche che annualmente si svolgono in occasione della Festa. Lunedì 27 aprile, infatti, a partire dalle 17, è stata così concelebrata una Santa Messa nella Cripta del Santo ubicata nelle Catacombe e indicata come fulcro, fucina e lievito della fede cristiana in Sardegna. Una celebrazione raccolta e sentita, officiata dal vescovo mons. Giovanni Paolo Zedda, dal Rettore della Basilica don Mario Riu, dal rappresentante del Capitolo don Carlo Cani e dagli altri parroci e prelati cittadini, che si è tenuta a “porte chiuse” ma trasmessa in diretta tv sull’emittente regionale Videolina. “È un momento difficile per tutta la comunità – ha detto nell’omelia il vescovo, che si è detto amareggiato che la comunità cristiana non possa riunirsi in comunione – ma confidiamo nel nostro patrono Antioco per il superamento di questa terribile pandemia”. “In un momento di emergenza sanitaria come quella attuale – ha commentato il Sindaco Ignazio Locci, che sabato ha sciolto il voto al santo con la tradizionale offerta di “Is Cocois” e per l’offertorio ha offerto il cero acceso dal vescovo – ci invita, con maggiore forza e fede, a rinnovare la nostra devozione nei confronti di Sant’Antioco Martire, patrono di Sant’Antioco e di tutta la Sardegna”.

Leggi l’omelia del vescovo Giovanni Paolo 

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