Omelia del vescovo Giovanni Paolo

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È nostro dovere ringraziare sempre il Signore per ogni giorno che ci dà, anche quando la nostra vita è segnata dalla prova, come ci sta capitando in questo periodo.
Siamo esposti all’angoscia per la paura del contagio, all’ansia per le incertezze nel lavoro e nei problemi economici, alla stanchezza per i sacrifici a cui siamo costretti dall’isolamento sociale.
Come cristiani sappiamo che in ogni prova l’unico vero conforto è la certezza della risurrezione del Figlio di Dio, che ha preso su di sé le nostre debolezze con l’obbedienza d’amore al Padre fino alla morte.
È questo il mistero che celebriamo in ogni Eucaristia.
Lo celebriamo anche tutte le volte che facciamo memoria dei Santi. Il Signore ce li ha donati come protettori, ma soprattutto come modelli di vita. L’esempio che essi ci offrono è la loro testimonianza di amore a Dio e ai fratelli, originata dalla fede in Gesù che è morto e risorto per tutti noi.Vogliamo fissare oggi ancora una volta il nostro sguardo sulla testimonianza del nostro Patrono S. Antioco.
Una testimonianza di fedeltà al Vangelo, anche a costo della vita.
Nella  seconda lettura la Parola di Dio ci ha ricordato la persona di Stefano, il primo martire. Nella sua esperienza possiamo ritrovare tutti i martiri cristiani, compreso Antioco, con la loro sapienza e il loro coraggio, sull’esempio del Signore Gesù.
Abbiamo ascoltato cosa scrive l’autore degli Atti: “Alcuni si alzarono a discutere con Stefano, ma non riuscivano a resistere alla sapienza e allo Spirito con cui egli parlava”.
Stefano ci viene presentato con le stesse caratteristiche di Gesù: “Stefano pregava e diceva: «Signore, accogli il mio spirito». Poi piegò le ginocchia e gridò a gran voce: «Signore, non imputare loro questo peccato»”.
Nella prima lettura il profeta Geremia ci ha ricordato che dobbiamo essere pronti a questa testimonianza non solo nei momenti estremi dell’esistenza, ma anche nella normalità della vita quotidiana.
La nostra vita cristiana è sempre soggetta a difficoltà e tentazioni e noi dobbiamo essere perseveranti nelle prove:
Sono diventato oggetto di derisione ogni giorno”.
la parola del Signore è diventata per me causa di vergogna e di scherno tutto il giorno”.
E soprattutto dobbiamo rinsaldare la nostra fiducia nel Signore:
Il Signore è al mio fianco come un prode valoroso”. “Lodate il Signore, perché ha liberato la vita del povero dalle mani dei malfattori”.
Ognuno di noi, nella vita quotidiana deve esser pronto ad esprimere coraggio e fiducia.
Chiediamo al nostro Patrono di starci vicino e di assisterci in questa fatica.
Chiediamogli soprattutto di aiutarci ad accogliere gli insegnamenti che Gesù ci ha dato nella pagina evangelica appena ascoltata.
Il brano ci ha riportato il dialogo di Gesù con i Giudei che lo cercano dopo la moltiplicazione dei pani. Parole che ci offrono istruzioni preziose per la nostra fede: Di fronte alle difficoltà di questi giorni può venirci spontanea la domanda: “Ma il Signore dov’è?”.
La pagina evangelica afferma che quei Giudei trovarono Gesù “al di là del mare”. Significa che Lui ci precede sempre. Bisogna che noi ci mettiamo sempre in ricerca di Lui, superando la pretesa di averlo già conosciuto sufficientemente.
Ma c’è un’altra domanda. È quella che fanno quei Giudei: “Cosa dobbiamo fare? Cosa dobbiamo aspettarci da Gesù? In che modo Lui vorrà aiutarci?”.
Lui ci risponde: “Datevi da fare non per il cibo che non dura, ma per il cibo che rimane per la vita eterna e che il Figlio dell’uomo vi darà”. Ma soprattutto ci ricorda che la fede in Lui non è frutto delle nostre opere, non è opera nostra: “Questa – dice Gesù – è l’opera di Dio: che crediate in colui che egli ha mandato”.
Preghiamo S. Antioco perché interceda per noi e possiamo essere liberati al più presto dalla pandemia che ci ha colpito:
dia speranza ai malati nell’affrontare la malattia;
sostenga l’impegno generoso dei medici, degli infermieri, dei volontari;
ispiri i ricercatori perché trovino le terapie più adeguate;
dia sapienza a tutti i governanti e ai pubblici amministratori perché cerchino costantemente il bene comune;
accolga nella sua pace chi ha perso la vita a causa del virus e conforti i loro parenti.
Ma soprattutto chiediamo l’intercessione del nostro Patrono perché ci ricordi sempre l’importanza di cercare “il cibo che rimane per la vita eterna”.
Aiuti ognuno di noi ad incarnare nella vita di ogni giorno gli insegnamenti che la Parola del Signore anche oggi ci ha offerto:
ci dia la forza di affrontare con vera fiducia i problemi quotidiani, di rinnovare le nostre relazioni con gli altri, nelle nostre famiglie e nelle nostre comunità ecclesiali e civili, mettendo al centro ogni persona;
ci ottenga la grazia di non perdere mai la speranza nella presenza del Crocifisso Risorto nella nostra storia, e di dare costantemente la nostra testimonianza di carità concreta verso ogni fratello, vicino o lontano.
In comunione con tutta la comunità diocesana e con la Chiesa di tutta la Sardegna, uniamoci al sacrificio pasquale del Signore in questa Eucaristia, nella memoria di S. Antioco nostro Patrono.

+ Giovanni Paolo Zedda

Festa di Sant’Antioco Martire
Lunedì 27 aprile 2020

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