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Un rosario per San Giuseppe

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La devota iniziativa delle suore giuseppine nella parrocchia Beata Vergine di Valverde a Iglesias per l’anno proclamato da papa Francesco

 di Valeria Carta

Sono passati 150 anni da quell’8 dicembre 1870, dal giorno della proclamazione di San Giuseppe quale patrono della Chiesa universale. A sottolineare questa importante ricorrenza è stato Papa Francesco, proclamando solennemente l’anno in corso dedicato allo Sposo di Maria.
La devozione al Santo è ben radicata nella cittadina iglesiente che vanta diversi luoghi di culto a lui dedicati e gruppi religiosi che fondano la propria vita sul suo esempio. Tra questi le suore giuseppine afferenti alla congregazione fondata da Padre Felice Prinetti, che ancora si spendono per la comunità di fedeli della Parrocchia Beata Vergine di Valverde, a Iglesias.
Alla loro iniziativa si deve la pia pratica che per tutti i mercoledì dell’anno accompagnerà i fedeli nella recita del Rosario dei sette dolori e gioie di San Giuseppe. “La nostra madre ci ha suggerito di recitare ogni mercoledì questa preghiera in maniera comunitaria”, ha specificato Suor Angela, superiora della comunità sulcitana. “Per sottolineare la dimensione corale, e non individuale, di questa particolare devozione, ho proposto al parroco di poterla fare in chiesa e lui ha subito accolto l’invito”, ha proseguito.
Le figlie di San Giuseppe vantano una lunga tradizione di affetto nei confronti del falegname di Nazareth, voluta proprio dal loro padre fondatore, Felice Prinetti, che scelse di mettere la nascente comunità sotto la sua protezione. Il sacerdote per primo riponeva una grande fiducia nel Santo, come emerge da molti suoi scritti: “sta di buon animo e confida in S. Giuseppe, che ci aiuterà”.
Il padre putativo di Gesù non ha mai fatto mancare la propria protezione alla comunità giuseppina che tutt’oggi continua a sperimentare il suo aiuto. Un rapporto di affidamento nella preghiera quello delle figlie di San Giuseppe che passa attraverso la meditazione mensile sulle virtù del loro santo protettore e l’orazione quotidiana. Imitare queste virtù, riflettere sulla vita di un uomo che ha agito nel silenzio. L’esempio delle suore giuseppine è vicino a quello di tanti fedeli che scoprono o riscoprono la devozione a San Giuseppe.
La Chiesa, in quest’anno speciale, invita i fedeli a celebrarlo “con animo distaccato da qualsiasi peccato”, concedendo l’indulgenza plenaria a tutti coloro che, non per meriti speciali, ma nella vita quotidiana, lo onoreranno. Capace di portare avanti il mistero della salvezza, San Giuseppe è un vero padre nella fede, al quale guardare, come modello di preghiera.
Esempio di umiltà, uomo del silenzio, Giuseppe è il prototipo dello sposo, del padre, del lavoratore, dell’uomo che prende in mano la sua vita ascoltando solamente la voce di Dio.
San Giuseppe, capo della Famiglia di Nazareth, è il custode di tutte le famiglie, una figura che non tramonta ma che è sempre attuale. Con la promessa che “qualunque grazia si domanda a San Giuseppe verrà certamente concessa”, prendono avvio, anche localmente, le celebrazioni per quest’anno dedicato al consolatore di Maria e protettore di Gesù.

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