Un premio all’eccellenza della cucina tabarchina

Carloforte. Le “due forchette” della guida del Gambero Rosso premiano i ristoranti della famiglia Pomata, Nicolo e i due figli 

di Nicolo Capriata

Gli esperti della prestigiosa guida “Gambero Rosso” hanno assegnato a cinque ristoranti sardi per la bontà delle pietanze, per la cortesia e l’adeguatezza del servizio “due forchette”. L’importante riconoscimento (al massimo ne vengono attribuite tre) ha fatto sicuramente felici Stefano Deidda del ristorante “Il Corsaro”, Leonardo Marongiu dello “Hub” di Macomer, lo chef del Fuoco Sacro del Petra Segreta di San Pantaleo, del ristorante “Da Nicolo” di Carloforte e di quello di “Pomata” di Cagliari. Ma forse più di tutti ha lasciato felicemente soddisfatta la famiglia Pomata nella quale sono stati premiati il padre Nicolo e due suoi figli, Antonello che lavora a Carloforte (ristorante da Nicolo) e Luigi, chef conosciutissimo, titolare del ristorante “Pomata” a Cagliari. “Siamo molto soddisfatti per questo riconoscimento, anche in questi tempi di covid che non ci lasciano lavorare appieno – ha commentato Luigi Pomata – Ero stato invitato a Tokio, San Francisco, Barcellona e in tante altre città importanti per preparare piatti a base di tonno, ma vi ho dovuto rinunciare. Dei tre ristoranti che porto avanti a Cagliari due li ho dovuti chiudere ed ho 10 persone in cassa integrazione. Ma la gente ora ha imparato a frequentare i ristoranti per il pranzo. Ed io non mi lamento più di tanto”. La passione per la cucina Luigi Pomata l’ha ereditata dal padre Nicolo che come s’è detto gestisce con il figlio Antonello e che a sua volta aveva preso arte e passione dal padre Luigi, classe 1911. A Carloforte si dice “i erbui de fighe pàie nu ne fan” (gli alberi di fichi pere non ne fanno) per sottintendere che i pregi o i difetti si tramandano da padre in figlio. Ma senza togliere nulla alle capacità e competenze degli chef Pomata, sicuramente un piccolo merito va alla cucina carlofortina. Varia e originale quanto gustosa ed apprezzata tanto da farne un punto di forza del turismo isolano e uno degli aspetti preminenti della cultura tabarchina. Nella sola Cagliari ci sono cinque ristoranti di cucina tabarchina nei quali in tempi di non covid bisognava prenotarsi per assicurarsi un posto a tavola. Il che la dice davvero lunga.

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