Tempesta giudiziaria sulla Delcomar

Continuità garantita nelle corse della compagnia di navigazione che gestisce i collegamenti tra la Sardegna, Carloforte e La Maddalena

di Nicolo Capriata

È stato come un temporale estivo improvviso e inaspettato e soprattutto rovinoso, che ha travolto la compagnia di navigazione “Delcomar” che gestisce i collegamenti tra la Sardegna e le sue isole minori (La Maddalena e San Pietro) e la società ad essa connessa “Delcomarservizi”. I finanzieri del Comitato Provinciale di Cagliari hanno disposto contro gli armatori Franco del Giudice e Enzo Giorgio, rispettivamente padre e figlio di 64 e 32 anni, il sequestro preventivo di due traghetti nonché di beni mobili immobili, quote societarie per un valore di 64 milioni euro. Diversi e di diversa portata i reati ipotizzati. Innanzitutto all’attenzione degli inquirenti è finita la procedura di gara, aggiudicata dalla Regione Sardegna nei 2016 per la durata di sei anni per un importo complessivo di poco più di 70 milioni di euro. Ma lo stesso contratto godeva di una opzione di estensione del servizio fino a 9 anni per un importo complessivo di oltre 104 milioni. Da qui il reato di concorso in truffa aggravata, di turbativa d’asta e falso in atto pubblico. Ma c’è di più. Tra i reati ipotizzati vi è anche quello di “pericolosità dei trasporti”. Secondo degli accertamenti voluti dalle fiamme gialle, che si sono avvalsi dei pareri di ingeneri navali per il trasporto di merci pericolose, è risultato che i mezzi della Delcomar non rispetterebbero gli standard previsti e avrebbero una velocità non a norma, oltre ad essere prive di strutture adeguate per ospitare i viaggiatori delle categorie protette (disabili, donne in gravidanza ecc.). Quest’ultima inchiesta fu avviata nel 2018 dal pubblico ministero Giangiacomo Pilia, lo stesso che nel 2019 avviò gli accertamenti per la turbativa d’asta. L’ordine del sequestro è giunto dalla giudice per le indagini preliminari, Ermengarda Ferrarese, dopo aver accolto le richieste, appunto, del pubblico ministero. Naturalmente dopo il sequestro dei beni comprensivi anche dei traghetti (il Luigi Biggio e l’Arbatax non possono navigare) mentre gli altri sette pur sotto sequestro assicureranno le tratte per Carloforte, La Maddalena e l’Asinara. Per tale scopo sono stati nominati due amministratori giudiziari che garantiranno la regolarità delle corse. A Carloforte soprattutto quando la notizia si è diffusa c’è stato un poco di apprensione (per la verità non più di tanto) per la continuità del servizio marittimo. Comunque il sindaco, Tore Puggioni, si è sentito subito in dovere di contattare gli organi competenti. All’indomani della “bufera” ha avuto un incontro con il Prefetto di Cagliari, l’assessore regionale ai trasporti, la direzione marittima nonché con gli amministratori giudiziari della Delcomar. “Abbiamo espresso – ha detto in un comunicato – tutti i nostri problemi e le nostre criticità sui trasporti, che sono diventate ancora più delicate in questa stagione di Covid. Abbiamo chiesto la garanzia, non solo dell’orario giornaliero ma anche di quello notturno. E soprattutto di assolvere come prima il servizio sanitario in emergenza. Abbiamo avuto da tutti risposte rassicuranti. Siamo tuttavia in attesa dei nuovi sviluppi e di nuove comunicazioni”. C’è stata anche una presa di posizione dei marittimi della Delcomar di Carloforte, che hanno espresso tutta la loro solidarietà e vicinanza agli armatori. “La Delcomar – hanno detto – non è una compagnia di navigazione, ma una famiglia”.

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