Suore Oblate, una presenza che non si interrompe

26 visualizzazioni
4 minuti di lettura

Arriva la sofferta decisione di chiudere l’asilo infantile aperto nel settembre 1948 a Gonnesa su impulso del vescovo Giovanni Pirastru

di Valeria Carta

Dopo settantaquattro anni di attività termina, a Gonnesa, la gestione dell’Asilo Infantile da parte delle Suore oblate di Gesù e Maria. Il 30 giugno scorso è stato, infatti, l’ultimo giorno d’apertura di una realtà presente nel centro abitato del sud ovest della Sardegna sin dal 2 settembre 1948, quando la comunità religiosa era giunta a prestare il proprio servizio presso l’Asilo Infantile su richiesta del vescovo Giovanni Pirastru.
“Siamo state ospitate nei locali dell’Edificio della Scuola Elementare in Via G. Asproni dove abbiamo svolto l’Attività Educativa nella scuola dell’Infanzia fino al 31 luglio del 1957”. Con queste parole inizia il racconto delle suore che ripercorre le tappe salienti della loro presenta a Gonnesa: “Dopo, l’Asilo è stato trasferito nei locali dell’Ente Esmas, dove siamo rimaste fino a giugno del 1981. Con la chiusura dell’Esmas, dietro richiesta delle famiglie, abbiamo chiesto ed ottenuto dalla Direzione Didattica di Gonnesa l’autorizzazione ad aprire una sezione nella nostra casa “Madonna di Bonaria”, dove abbiamo continuato ad offrire il nostro servizio educativo dall’Anno scolastico 1981/1982”.
Come sottolineato dalle stesse religiose: “col passare degli anni, c’è stata l’esigenza di aprire altre sezioni ed assumere personale laico che, per nostra fortuna, ha sempre lavorato in modo instancabile e con passione per il raggiungimento dei traguardi educativi”.
Nel corso degli anni è stato forte il legame instaurato con il territorio, i bambini e le famiglie con le quali, “i rapporti interpersonali sono stati basati sulla stima, il dialogo e la fiducia reciproca, mirando unicamente alla crescita integrale degli alunni, in piena collaborazione con le loro famiglie”.
Sono tanti i ricordi che resteranno impressi reciprocamente di questi oltre settant’anni di attività: “in noi rimarrà indelebile l’aver messo a disposizione le nostre capacità umane, spirituali e didattiche per la realizzazione di un ambiente educativo atto a favorire le finalità educative del dialogo, dell’accoglienza, della comunione interpersonale e della creatività”, affermano le stesse consorelle. Tutta la comunità religiosa ed educativa è consapevole di aver dato e di aver ricevuto tantissimo, per questo oggi, nonostante tutto, rimane “la gioia di aver donato, e la speranza, anzi la certezza, che il Signore continuerà a benedire e a far fruttificare i valori vissuti e testimoniati lungo gli anni formativi”.
Unanime è il desiderio, espresso dalle sorelle, di profonda gratitudine a Dio, alle famiglie, al personale docente e non docente, e a quanti hanno collaborato per la riuscita di un progetto educativo che volge al termine a seguito di una scelta molto sofferta, figlia purtroppo delle notevoli difficoltà gestionali sotto il profilo economico. Nonostante la chiusura di questo importante capitolo per la storia di Gonnesa e della comunità religiosa, come affermano le stesse suore: “le Suore Oblate rimarranno a Gonnesa per svolgere il più alto servizio della preghiera, dell’ascolto e dell’accoglienza, consono alla Vita Consacrata nel momento storico che stiamo vivendo”. Ben radicate nel territorio e nella storia le Oblate di Gonnesa si erano rese protagoniste durante la prima ondata di pandemia di una produzione locale di mascherine facendo loro l’appello, spesso lanciato dalla televisione e dai telegiornali che denotava l’assenza di dispositivi di sicurezza. Ora si apre un nuovo capitolo della loro esperienza come religiose comunque a servizio della comunità.

© Riproduzione riservata
Pubblicato su “Sulcis Iglesiente Oggi”, numero 25 del 10 luglio 2022

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: